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Il caso

Tormenta l’ex nonostante il braccialetto elettronico: 49enne allontanato da Rubiera

Tormenta l’ex nonostante il braccialetto elettronico: 49enne allontanato da Rubiera

Non è bastato il divieto di avvicinamento a frenare la condotta violenta dell’uomo. Dopo mesi di minacce e appostamenti che hanno terrorizzato una donna e suo figlio, il tribunale di Reggio Emilia ha disposto l'aggravamento della misura

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Rubiera Non è bastato il braccialetto elettronico, né il divieto di avvicinamento a 1.500 metri. Un uomo di 49 anni, che da mesi tormentava l'ex compagna, è stato colpito da un nuovo e più severo provvedimento: il divieto di dimora a Rubiera. Per lui, il tribunale ha deciso che l'unico modo per tutelare la vittima fosse l'allontanamento fisico dal territorio comunale.

La vicenda ha inizio nell'ottobre scorso, quando una donna di 48 anni decide di troncare la relazione. Da quel momento, per lei e per il figlio minore è iniziato un vero calvario. L’ex compagno, incapace di rassegnarsi, ha messo in atto una martellante strategia di controllo fatta di insulti volgari, minacce e appostamenti quotidiani sotto casa. Tra gli episodi più inquietanti emersi dalle indagini, la donna ha raccontato di quando l'uomo ha sfogato la sua rabbia prendendo a pugni la porta della camera del figlio, costringendo entrambi a scappare di casa per cercare rifugio da un’amica. In un’altra occasione, il 49enne l’avrebbe inseguita in auto, sbarrandole la strada e strappandole con forza il cellulare dalle mani per impedirle di comporre il 112.

Nonostante la denuncia sporta ai carabinieri di Rubiera e l'applicazione della prima misura cautelare – che prevedeva una distanza minima di sicurezza e il monitoraggio elettronico – l'uomo ha continuato a perseguitare la donna. Un atteggiamento di sfida che ha spinto i militari a segnalare immediatamente la violazione delle prescrizioni alla Procura reggiana. Il Procuratore Calogero Gaetano Paci, ha così richiesto un aggravamento della misura, accolto dal gip del Tribunale di Reggio Emilia. I carabinieri hanno dato esecuzione all'ordinanza nei giorni scorsi: ora l'uomo non potrà più mettere piede a Rubiera. Il fascicolo resta aperto sul tavolo della Procura per gli ulteriori approfondimenti investigativi in vista del processo, ma per la vittima e il figlio, dopo mesi di ansia perenne, si apre finalmente uno spiraglio di serenità.