Il tribunale diocesano avvia il processo sul martirio di don Iemmi
Pubblicato l’editto del vescovo Morandi. E’ il primo atto per la causa di beatificazione e canonizzazione del sacerdote ucciso sul monte Fòsola il 19 aprile 1945
Reggio Emilia Primo atto per la causa di beatificazione e canonizzazione di don Giuseppe Iemmi. Il vescovo Giacomo Morandi ha emanato l’editto, pubblicato oggi, domenica 19 aprile 2026, per il processo circa la vita, il martirio e la fama di martirio del sacerdote.
Ordinato presbitero il 27 giugno 1943, don Giuseppe Iemmi (Montecchio, 1919 – Carpineti, 1945) fu destinato quale cappellano coadiutore alla parrocchia di Felina, dove si occupava del catechismo, degli anziani e, anche, con rinunce personali, dell’aiuto alle famiglie ridotte in povertà dalla guerra.
Nella predica della Pasqua del primo aprile 1945 deprecò solennemente l’uccisione di due padri di famiglia, presentandola come un assassinio che nulla aveva a che fare con la Resistenza, «che chiede giustizia a Dio e agli uomini». Usò le parole già usate dal suo vescovo: «Non siate i figli di Caino…». Pronunciate quelle parole entrò nel mirino dello stesso gruppo di assassini. Il 19 aprile successivo venne catturato con un inganno, condotto sul vicino monte Fòsola e ucciso.
Il 12 novembre 2024 don Pietro Romagnani, nominato postulatore della causa di beatificazione e canonizzazione di don Giuseppe Iemmi, sacerdote e parroco (Montecchio Emilia, 1919 – Carpineti, 1945) dal “Comitato don Giuseppe Iemmi” che rappresenta numerosi fedeli, ha presentato al vescovo Morandi il Libello di Domanda, chiedendo l’inizio della causa del sacerdote e della relativa inchiesta diocesana sulla vita, sul martirio nonché sulla fama di martirio dello stesso.
«Esaminata attentamente la richiesta e avendo avuto il nulla osta del Dicastero delle Cause dei Santi in data 28 marzo 2025 (con protocollo 3782-1/24) e il parere favorevole della Conferenza Episcopale dell’Emilia-Romagna in data 1° luglio 2025, ho deciso di dare inizio al processo canonico circa la vita, il martirio e la fama di martirio del Servo di Dio don Giuseppe Iemmi», scrive il vescovo Morandi nell’editto.
Morandi invita tutti i fedeli a comunicare direttamente o a far pervenire al Tribunale diocesano di Reggio Emilia tutte le notizie dalle quali si possano trarre elementi favorevoli o contrari alla fama di santità di don Iemmi, e anche tutti gli scritti a lui attribuiti (diari, lettere e ogni altro scritto privato) o in qualunque modo pertinenti alla causa, in originale o in copia, che sarà debitamente autenticata. Altre notizie di ogni genere, sia personale che privato, e una fotocopia autentica di documenti o lettere,possono essere comunicate al reverendo cancelliere della Diocesi. L’indirizzo cui fare riferimento, in ogno modo, è sempre via Vittorio Veneto 6, 42121 Reggio Emilia.
Da oggi e per due mesi l’editto rimarrà affisso all’Albo della Curia vescovile e alle porte delle parrocchie di tutta la diocesi.
