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La ricostruzione

Rissa al parco del Popolo, un testimone: «Uno urlava: Se vi prendo vi ammazzo tutti». Cosa sappiamo

Ambra Prati
Rissa al parco del Popolo, un testimone: «Uno urlava: Se vi prendo vi ammazzo tutti». Cosa sappiamo

Reggio Emilia: almeno tre gruppi di giovanissimi quelli che si sono scontrati a colpi di cocci di bottiglie e forse coltelli

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Reggio Emilia «Uno urlava come un matto: “Vi ammazzo, se vi prendo vi ammazzo tutti”. Un altro, che grondava sangue da un profondo taglio alla gola, chiedeva soccorsi: “Aiutatemi sennò muoio”. Per terra sono rimaste un paio di ciabatte». Questa la scena da Far West alla quale ha assistito un uomo di 58 anni che, nella notte tra sabato e ieri, passava dal Parco del Popolo, teatro dell’ennesima rissa: la terza in due settimane. Rieccoci. Nonostante un centro storico affollatissimo per il festival Vyni e uno spiegamento massiccio di forze dell’ordine – l’esagono pullulava di carabinieri, polizia di Stato, polizia locale e una schiera di addetti del servizio di sicurezza –, la festa è stata sfregiata da una violenta rissa ai giardini tra una ventina di persone. Sette i giovanissimi – di età compresa tra i 19 e i 23 anni – rimasti feriti, tra i quali due italiani e cinque di origini straniere. Il più grave (quello con il taglio alla gola), in un primo momento in prognosi riservata, ieri è stato dichiarato fuori pericolo: resta in osservazione al Santa Maria Nuova. Erano le due e la folla stava ancora sciamando dalle due piazze verso i parcheggi, quando all’improvviso si sono sentite urla e rumori di vetri infranti provenire dalla fontana rotonda interna al Parco del Popolo, di fianco al teatro Valli.

A scontrarsi, a suon di bottiglie rotte e forse coltelli, sono state una ventina di persone, con tutta probabilità divise in tre fazioni: un gruppo di egiziani, un altro gruppo con albanesi e italiani e un terzo di giovanissimi di seconda generazione, originari della Tunisia e con cittadinanza italiana. Sono stati questi ultimi ad avere la peggio, mentre gli antagonisti sono scappati. Dopo diverse segnalazioni pervenute al 112, sono subito accorse quattro pattuglie della Squadra Volanti della polizia di Stato e altrettante ambulanze, oltre all’automedica. I poliziotti si sono trovati di fronte sette giovani: due, un 20enne e un 21enne quasi illesi, hanno rifiutato il trasporto in ospedale e sono stati medicati sul posto, mentre gli altri cinque sono stati affidati alle cure dei volontari della Croce Rossa. Tutti presentavano tagli alla parte alta del corpo – al collo, alla faccia o al busto –, provocati da cocci di bottiglia e forse coltelli, che però non sono stati trovati dagli agenti. Ora la questura ha acquisito le immagini registrate dalle telecamere, attive in quantità nell’area verde, per risalire ai responsabili. Pare che qualcuno sia già stato identificato. Tra i passanti che hanno assistito alla violenza, filmando con i cellulari, c’era appunto il 58enne, già testimone di due risse sabato scorso di fianco al teatro Valli e il martedì precedente sempre ai Giardini. «Ho visto un giovane sotto choc che stava seduto su una panchina, alcuni che grondavano sangue, altri che gridavano frasi di vendetta. Il parco pareva un campo di battaglia», afferma il reggiano, ancora incredulo. «Ho assistito al terzo episodio del genere in due settimane: sono senza parole», dichiara il 58enne, che preferisce mantenere l’anonimato perché «giro sempre in bici e ne ho viste tante: non vorrei che se la prendessero con me». L’indignazione dei cittadini per l’accaduto è corsa sui social. «Era il parco pubblico, il parco delle famiglie, dei nonni, dei divertimenti a qualsiasi ora. Credo che qualcuno debba dare un segnale forte, ma fortissimo, a questo ripetersi di violenza tra giovani. Serve una punizione esemplare». © RIPRODUZIONE RISERVATA