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Il caso

A 14 anni va a scuola con la mannaia nello zaino per discutere con il rivale

Jacopo Della Porta e Daniela Aliu
A 14 anni va a scuola con la mannaia nello zaino per discutere con il rivale

Montecchio Emilia: Carabinieri all’Istituto D’Arzo. La dirigente: «La scuola ha vigilato: siamo subito intervenuti. Il coltello mai estratto»

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Montecchio Il via vai dei carabinieri all’istituto superiore D’Arzo di Montecchio non è passato inosservato nella mattinata di sabato. Due pattuglie e quattro militari sono intervenuti a scuola dopo che uno studente 14enne è stato trovato in possesso di una mannaia nascosta nello zaino. Sullo sfondo di questo episodio, tensioni tra ragazzi per ragioni “sentimentali”. Il minorenne, secondo quanto emerso, è stato coinvolto in un diverbio con un altro studente, più grande, legato a una ragazza che frequenta la stessa scuola.

Secondo quanto emerso, il 14enne aveva manifestato interesse per la ragazza e questo lo aveva spinto ad affrontare chi la frequenta. Durante l’intervallo, alcuni docenti impegnati nella sorveglianza hanno notato un capannello di studenti e toni accesi tra due gruppi di ragazzi. A quel punto i due studenti coinvolti nella discussione sono stati accompagnati in vicepresidenza per chiarire la situazione. Nel corso del confronto, è emerso che il 14enne avrebbe potuto avere con sé un coltello. In un primo momento il giovane avrebbe negato. Poi, incalzato dalle domande dei docenti e della dirigente Elena Viale, ha ammesso che l’arma c’era, sostenendo però che non fosse sua. Lo zaino, che in quel momento non aveva con sé, è stato recuperato in classe e portato in vicepresidenza. All’interno è stata così trovata la mannaia. «Era una vera e propria arma, di dimensioni importanti», dice la preside. Una mannaia da macellaio, conferma chi l’ha vista. A quel punto la scuola ha chiamato i carabinieri, che sono arrivati in breve tempo all’istituto.

Sono stati avvisati i genitori dei due ragazzi e della studentessa coinvolta, suo malgrado, nella vicenda. Successivamente tutti sono stati sentiti in caserma, dove i militari hanno messo a verbale le testimonianze e proseguito gli accertamenti. La dirigente scolastica rivendica la corretta gestione dell’episodio da parte dell’istituto: «Non è successo nulla perché la scuola ha intercettato subito la situazione. I docenti se ne sono accorti durante la sorveglianza, i ragazzi sono stati portati in vicepresidenza, abbiamo chiamato le famiglie e le forze dell’ordine. La scuola ha fatto quello che doveva fare». La mannaia non è mai stata tirata fuori dallo zaino. Una circostanza che, insieme all’intervento immediato del personale scolastico, ha evitato che la situazione degenerasse. Resta forte, comunque, la preoccupazione per un episodio che ha colpito l’intera comunità scolastica e in questi giorni è stato sulla bocca di tutti gli studenti. «Dispiace molto – osserva la dirigente Viale – perché parliamo di un ragazzo che viene a scuola con un’arma del genere...». Sulla vicenda stanno ora procedendo i carabinieri di Montecchio ed eventualmente la procura per i minorenni di Bologna, mentre la scuola prenderà le decisioni di sua competenza. © RIPRODUZIONE RISERVATA