Rapine e aggressioni con il machete anche in canonica, incastrato dal braccialetto elettronico: arrestato 28enne
Correggio: l’uomo aveva preso di mira due connazionali. Era già sottoposto a misura per il divieto di avvicinare la moglie
Correggio A Correggio un uomo è finito in carcere con l’accusa di aver seminato il terrore tra Natale e i primi giorni di gennaio, compiendo una serie di rapine e aggressioni armato di machete tra il centro e la frazione di Canolo. Le indagini dei carabinieri, coordinate dalla Procura di Reggio Emilia, hanno portato all’identificazione del presunto responsabile, un umo residente in città già detenuto per altri fatti, ritenuto gravemente indiziato di aver minacciato, inseguito e rapinato due giovani connazionali in almeno tre distinti episodi. A finire nei mirino dell’uomo erano stati due giovani connazionali dell'aggressore, rapinati, inseguiti e minacciati ripetutamente con frasi agghiaccianti come «Stasera uno di noi due morirà». Le indagini, condotte dai carabinieri della stazione di Correggio e coordinate dalla Procura di Reggio Emilia, diretta dal Procuratore Calogero Gaetano Paci, hanno permesso di squarciare il velo di terrore imposto alla comunità, portando alla luce una realtà di violenza persistente e gratuita. Il presunto responsabile identificato in un 28enne marocchino residente a Correggio è stato quindi denunciato. I carabinieri hanno chiesto e ottenuto dal gip del tribunale, l'applicazione della misura cautelare della custodia in carcere. Provvedimento di natura cautelare che è stato eseguito dai carabinieri.
L'escalation criminale ha avuto il suo inizio più violento alle 02:45 della notte del 24 dicembre 2025. L'indagato si sarebbe introdotto forzando la porta della canonica della chiesa di San Paolo, nella frazione di Canolo, dove le vittime erano domiciliate. Una volta all'interno della camera da letto, armato di machete, ha minacciato i due giovani per farsi consegnare il denaro. Durante l'azione, l'aggressore ha sferrato un colpo di machete verso una delle vittime, che è riuscita a salvarsi solo parzialmente facendo scudo con il braccio davanti alla porta della stanza. Il malvivente si è poi dileguato con 200 euro e un telefono cellulare. Il secondo episodio si è verificato il 27 dicembre 2025 in via Circondaria del comune di Correggio. In questa occasione, l'aggressore ha tentato di investire una delle vittime con un'auto scura per poi scendere dal mezzo impugnando nuovamente il machete prelevato dal bagagliaio. La vittima è riuscita a scampare all'aggressione solo rifugiandosi tempestivamente all'interno di un bar locale. L'ultimo atto di questa serie di reati è avvenuto il 9 gennaio 2026 in via Repubblica. L'indagato avrebbe intercettato una delle vittime mostrandole il machete nascosto sotto la giacca e utilizzando uno spray al peperoncino per stordirla. Dopo aver colpito il giovane con pugni e gomitate, gli ha sottratto il portafoglio, le chiavi di casa e persino il giubbotto che indossava. A incastrare definitivamente il presunto responsabile, un 27enne già noto alle forze dell'ordine e riconosciuto alle vittime, è stata la tecnologia. L'uomo era infatti già sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento alla moglie con l'obbligo del braccialetto elettronico per un altro procedimento. Il monitoraggio GPS della Centrale Operativa ha confermato la sua esatta presenza presso la canonica di Canolo proprio negli orari della rapina di Natale, fornendo una prova inconfutabile agli inquirenti.
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