Sacmi, con una mail cambia le regole dello smart working: scatta la protesta
La mobilitazione dei lavoratori da Reggio Emilia a Rozzano, da Modena ad Alba. Fiom: «Decisione unilaterale del management di modificare in peggio la policy»
Reggio Emilia Stato di agitazione aperto tra i lavoratori e le lavoratrici delle aziende del Gruppo Sacmi di tutta Italia, tra cui Sacmi Forni & Filters e Sacmi Service di Reggio Emilia. Per la prima volta nella storia della Sacmi - che ha la capo-gruppo ad Imola ed è una delle aziende metalmeccaniche più importanti della regione - quasi cinquecento impiegati e operai di cinque aziende diverse si sono confrontati insieme durante una assemblea sindacale. Oltre alle maestranze di Reggio Emilia, anche quelle di Rozzano, in provincia di Milano, di Modena, di Alba nel cuneese e ovviamente di Imola.
«Nelle ultime settimane in tutti gli uffici del gruppo era cresciuto un progressivo malessere dovuto alla decisione unilaterale del management di modificare in peggio la policy interna sullo smart working, mettendo in difficoltà tantissimi impiegati - spiega Lorenzo Rivi della Fiom di Reggio – Le dipendenti e i dipendenti delle aziende “consociate” del Gruppo Sacmi hanno compreso che un regolamento può essere revocato e azzerato da un giorno all’altro, con una semplice email inviata a quattro mila persone, come appunto avvenuto di recente, e che per questo servono accordi sindacali di Gruppo che garantiscano i diritti». Alla fine dell’assemblea sindacale è stato dichiarato lo stato di agitazione, e dato mandato alle Rappresentanze sindacali di chiedere un incontro di Gruppo con lo scopo di arrivare a una intesa per tutte le aziende consociate. «I lavoratori non vogliono concessioni unilaterali revocabili in maniera arbitraria, ma diritti negoziati collettivamente, come è giusto in un sistema di relazioni sindacali mature» continua la Fiom di Reggio.
Il Gruppo Sacmi di Imola è una multinazionale leader mondiale nella fornitura di impianti, macchine e tecnologie per l’industria della ceramica, del packaging, del food & beverage e dei materiali avanzati, con oltre 5.000 dipendenti e decine di società consociate in Italia e all’estero. È la prima volta nella storia del Gruppo che si apre un conflitto unitario su condizioni di lavoro e smart working coinvolgendo in contemporanea svariati plant italiani. «Durante l’incontro sono intervenuti lavoratori, Rsu e dirigenti sindacali della Fiom. Dal dibattito è emersa “in maniera inequivocabile la richiesta all’azienda di rivedere i rapporti sindacali, in particolare sul tema dello smart working, ma non solo – scrive la Fiom in una nota – Al termine dell’assemblea sono stati definiti tre punti di rivendicazione comune: il primo riguarda il recupero della fiducia tra impiegati e management, attraverso la definizione di un accordo sindacale sullo smart working che superi l’attuale policy interna. Il secondo è una richiesta di riduzione di orario di lavoro, in particolare con la sperimentazione della settimana corta. Il terzo riguarda lo sblocco delle trattative sul salario ai tavoli aziendali di confronto». «I lavoratori ci chiedono di aprire un percorso di lotta e scioperi nel caso in cui le risposte siano negative - conclude Rivi della Fiom - auspichiamo che attraverso il dialogo si possa far fare un salto di qualità alla contrattazione, evitando conflitti che nuocciano alla reputazione del marchio Sacmi».