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Il caso

Imbrattato il monumento ai caduti nel giorno della Liberazione di Reggio Emilia. «Vile atto vandalico»

Imbrattato il monumento ai caduti nel giorno della Liberazione di Reggio Emilia. «Vile atto vandalico»

La condanna del gesto da parte del sindaco Marco Massari: «Offende la memoria di chi ha dato la vita per la nostra libertà»

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Regio Emilia Alla vigilia del 25 aprile – e proprio il 24, giornata in cui la città di Reggio Emilia venne liberata in anticipo – qualcuno ha imbrattato con sterco e paglia il monumento ai caduti di Villa Bagno. «Trovo davvero vile e inaccettabile l’atto di vandalismo al monumento ai caduti di Villa Bagno – ha tuonato il sindaco Marco Massari –. Un gesto che offende la memoria di chi ha dato la vita per la nostra libertà e colpisce tutta la comunità. Il monumento, che ricorda decine di cittadini caduti nelle guerre, è già stato ripristinato, ma resta la gravità di quanto accaduto. Reggio Emilia non tollera simili atti: continueremo a difendere i luoghi della memoria e i valori che rappresentano».

Le reazioni non si sono fatte attendere. In primis Alessandro Fontanesi di Comunisti reggiani, che durante il consueto giro per la deposizione dei garofani sui cippi partigiani ha fatto l’amara scoperta. «Sono stati avvertiti la Digos e il vicesindaco Lanfranco De Franco e già verso l’ora di pranzo gli addetti del Comune hanno pulito il monumento». Secondo Fontanesi si è trattato di «un oltraggio alla Resistenza, un’oscena provocazione o gesto di un balordo poco importa. I cippi dei partigiani vivono spesso nell’incuria di chi invece dovrebbe prendersene cura, tra erba alta e talvolta rifiuti, quando la memoria e la cura dei luoghi di memoria di cui le nostre strade sono piene dovrebbe essere esercizio quotidiano. Il revisionismo storico contro la Resistenza e i partigiani comunisti produce risultati copiosi: l’intorbidimento della storia per interessi di partito e della politica, l’equiparazione nazismo/comunismo del Parlamento europeo, l’omissione delle responsabilità delle cause storico politiche che generarono il fascismo, le medesime su cui viene edificata l’Unione europea del riarmo e della guerra, portano in tal senso grandi responsabilità». «Il Movimento per Reggio Emilia vuole ricordare che il fascismo non è finito! E a ricordarci che il fascismo non è finito ecco il monumento dei caduti di Villa Bagno imbrattato di escrementi – fa eco Paola Soragni del Movimento per Reggio Emilia –. Chi ha agito in tale modo lo ha fatto non perché non ha memoria del passato, ma perché privo di dignità umana. Oggi sarà festa per ricordare la Liberazione, la fine della guerra e per ricordarci che i valori di libertà e pace non sono per nulla scontati, ma da perseguire sempre».  © RIPRODUZIONE RISERVATA