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«In piazza Prampolini fanno troppo rumore ogni volta che smontano gli stand»

«In piazza Prampolini fanno troppo rumore ogni volta che smontano gli stand»

Reggio Emilia, la mozione di Claudio Bassi (Forza Italia): «I residenti non riescono a dormire»

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Reggio Emilia Il dilemma è antico e probabilmente esisteva già da prima che l’avvocato Claudio Bassi, capogruppo di Forza Italia in Sala del Tricolore iniziasse la sua carriera di consigliere comunale: conciliare l’esigenza di ravvivare il centro storico con iniziative anche di sera con il diritto al riposo di chi in centro storico ha scelto di abitarci. È questo il tema della mozione che il consigliere comunale d’opposizione ha presentato in questi giorni.

Una mozione che prende le mosse dallo stesso regolamento del Comune, in cui il decano dei consiglieri comunali chiama in causa, oltre al sindaco e alla giunta, anche il comandante della polizia municipale, Italo Rosati a cui chiede da parte dei suoi agenti – che operano in centro storico e ne presidiano le piazze e le vie – una maggiore opera di vigilanza a tutela della quiete pubblica di notte. In particolare, il consigliere comunale di Forza Italia ha voluto indicare, nella mozione, un momento ben preciso in cui diventa particolarmente critica la situazione: «In varie occasioni in Centro Storico e nel caso di specie, in Piazza del Duomo - scrive l’avvocato Bassi nella sua mozione - alle 3 della notte tra la domenica ed il lunedì, per l'attività di smontaggio degli stand, sono stati usati veri e propri martelli pneumatici causando un assordante ed intollerabile rumore che non ha permesso ai cittadini di riposare». Controlli, dunque, ma anche prevenzione e all’occorrenza, persino il classico “giro di vite”, per il quale Bassi chiama in causa la giunta e i dirigenti degli uffici tecnici affinché «in sede di rilascio di autorizzazioni per gli stand relativi a manifestazioni pubbliche», esigano come contropartita anche «la sottoscrizione del regolamento di polizia locale ed in particolar modo le clausole relative al rispetto della quiete pubblica». l © RIPRODUZIONE RISERVATA