Cirfood allo Scaruffi porta la contabilità fuori dai libri di scuola
Gli studenti si sono cimentati in casi aziendali reali guidati da due professioniste della cooperativa
Lo scorso 16 aprile, nell’ambito del progetto Scuola2030 della Gazzetta di Reggio, le classi 4ªA e 4ªB dell’Istituto Scaruffi-Levi-Tricolore hanno partecipato ad un incontro formativo con due esperte di CIRFOOD, colosso della ristorazione collettiva con sede amministrativa e legale a Reggio Emilia.
L’incontro si è aperto con la panoramica offerta da Annalisa Manfredini, HR Recruiting Junior Specialist, che ha delineato i contorni di una realtà cooperativa solida e radicata sul territorio, ma con lo sguardo rivolto all’Europa. Con oltre 13.000 dipendenti (di cui il 90% a tempo indeterminato e una componente femminile al 27% nei ruoli direttivi) e 100 milioni di pasti erogati nel 2024, CIRFOOD non è solo mense scolastiche e ospedaliere. Manfredini ha illustrato la diversificazione del gruppo: dalla ristorazione aziendale ai brand commerciali, fino ai servizi di welfare e all’innovazione pura del CIRFOOD DISTRICT, centro di ricerca e innovazione, eccellenza italiana nei test sensoriali.
Un punto centrale è stato dedicato al modello societario: «Essere una cooperativa significa mettere la persona al centro». In una società cooperativa l’utile viene reinvestito per garantire un futuro migliore alle nuove generazioni, rendendo i dipendenti veri e propri soci protagonisti delle decisioni aziendali.
Particolarmente motivante è stata la testimonianza di Elisa Cavani, Responsabile Fatturazione Passiva all’interno dell’amministrazione. Ex studentessa proprio dello Scaruffi, Cavani ha raccontato come la sua carriera non sia stata un “binario dritto”, ma un percorso di crescita consapevole. Entrata in CIRFOOD a 19 anni, ha saputo scalare l’organigramma aziendale fino a diventare responsabile dell’Ufficio Ciclo Passivo.
«A 25 anni ho sentito il richiamo dell’università. Non è stato facile conciliare lo studio con il lavoro, ma la curiosità era troppo forte» ha raccontato Cavani.
La sua relazione tecnica ha permesso agli studenti di osservare come la teoria studiata sui banchi si traduca in dinamiche aziendali concrete, dalla partita doppia per la registrazione delle fatture, alla differenza cruciale tra contabilità generale (bilancio e obblighi fiscali) e contabilità analitica (controllo di gestione e budget).
Sotto la guida di Elisa Cavani, le classi 4ªA e 4ªB si sono cimentate nella risoluzione di casi aziendali reali, affrontando le situazioni che l’ufficio amministrazione passiva gestisce quotidianamente. I ragazzi hanno dovuto analizzare le discrepanze tra bolle di consegna e fatture, gestire le registrazioni in partita doppia di costi e servizi e confrontare tali costi con quelli previsti a budget. Questa simulazione ha permesso di toccare con mano l'importanza della precisione nella riconciliazione tra contabilità generale e contabilità analitica.
L’invito rivolto ai ragazzi è stato quello di avere coraggio: il coraggio di scegliere strade non lineari, di sbagliare e di investire su se stessi, proprio come dimostrato dalla storia di Elisa, che oggi ricopre un ruolo da middle manager gestendo la complessità di una direzione amministrazione, finanza e controllo.
L’evento si è concluso con l’augurio di una vita “piena di curve”, citando Roberto Benigni, perché è proprio nelle curve e nelle scelte coraggiose che si costruisce l'identità professionale di domani.
*Studentessa dell’istituto Scaruffi-Levi-Tricolore
