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Unimore, a Reggio Emilia 930 posti per Infermieristica: lavori pronti nel 2027

Serena Arbizzi
Unimore, a Reggio Emilia 930 posti per Infermieristica: lavori pronti nel 2027

Intervento da 8 milioni in viale Timavo negli edifici che ospitava il seminario vescovile

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Reggio Emilia Entro l’anno accademico 2027/28 saranno pronti i nuovi spazi per Infermieristica di Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia: 930 posti tra aule, laboratori e sale studio nel Seminario vescovile di viale Timavo, a Reggio Emilia. Un intervento da circa 8 milioni di euro che trasforma un progetto definito “miracolo laico” in un cantiere già in fase avanzata.


Il progetto

È stato definito un “miracolo laico” e, grazie anche alla sensibilità dei reggiani e alla tenacia e alla motivazione del Comitato Reggio Città Universitaria, insieme alla Diocesi, agli enti locali, alla Regione, alla Camera di Commercio, alla Fondazione Manodori, alle imprese partner e ai cittadini che vorranno ancora partecipare con donazioni private, un altro importantissimo tassello si sta trasformando da sogno a realtà. Saranno pronti dall’anno accademico 2027/28 i nuovi spazi che ospiteranno 930 posti destinati ai futuri corsi in Scienze Infermieristiche di Unimore, al termine dei lavori di restauro del lotto B3 del Seminario vescovile di viale Timavo. Il costo dell’operazione si aggira sugli 8 milioni di euro e il cantiere si estende su 6mila metri quadri, distribuiti su cinque livelli fuori terra e un seminterrato.

La presentazione
A fare il punto, ieri mattina, prima della visita al cantiere, sono stati l’arcivescovo Giacomo Morandi, il presidente del Comitato Reggio Città Universitaria, l’architetto Mauro Severi (che ha lodato la lungimiranza di alcune infrastrutture reggiane, tra cui l’ospedale) e i progettisti, l’ingegnere Giovanni Manfredini e l’architetto Alberto Manfredini, oltre a dirigenti delle strutture ospedaliere e sanitarie e i soci del comitato. «Si tratta di un intervento importante anche per la sua specificità: creare spazi dedicati agli studi infermieristici - afferma l’arcivescovo Morandi -. Credo che questa sia una delle priorità del territorio, anche se mancano un po’ le vocazioni, come qualcuno dice, anche per queste importanti professioni, ma i lavori sono già in uno stato di avanzamento incoraggiante. Sarà una bel servizio che offriamo alla città». L’arcivescovo elogia la sensibilità e la generosità dei reggiani nel sostenere «questo progetto. Il valore aggiunto è che non si tratta di un’avventura solitaria, ma diversi soggetti pubblici e privati si sono fatti carico di questa iniziativa. Questa coralità è già un elemento positivo, è un segnale di speranza per la città. C’è la condivisione di un cammino comune per il bene della città e dei cittadini».

I lavori
L’ingegner Giovanni Manfredini entra nei dettagli: «I lavori del lotto B3 destinato all’Infermieristica di Unimore sono iniziati 7/8 mesi fa. Siamo a un ottimo punto con l’appalto delle opere edili, sono già completati tutti gli interventi strutturali di miglioramento sismico. Ora inizieranno le opere edili vere e proprie, cioè il rifacimento dei pavimenti, il restauro dei pavimenti esistenti, nuove pareti, isolamento a cappotto interno dell’involucro edilizio per migliorare il rendimento energetico. Sono già stati appaltati - continua l’ingegner Manfredini - anche i lavori per il restauro delle facciate. Sono in corso di aggiudicazione l’appalto per i serramenti esterni e in seguito ci saranno appalti per gli impianti meccanici, idrotermosanitari e impianti elettrici e speciali. La strategia di avere scelto, come nel primo lotto, di avere appalti scorporati riduce il più possibile i costi». Gli studenti entreranno «all’inizio dell’anno accademico ’27/28 - afferma l’ingegner Manfredini -. Gli spazi sono composti da tre grandi aule da 145 posti, 435 studenti; sei laboratori da 30 posti, tre aule al piano terra da 60 posti; sei sale studio per studenti da 12 posti; 30 postazioni di lavoro in uffici e studi per il personale. La capacità teorica è di circa 930 posti tra docenti, studenti e tecnici».

Questo restauro è anche una sfida: «Quella di operare su una struttura realizzata nel 1951, quando le normative tecniche erano inesistenti e quelle sulla sicurezza non erano ancora state emanate. Il punto è mettere a norma la struttura preservandone i valori storici e architettonici universalmente riconosciuti», conclude l’ingegnere. Per la giunta era presente l’assessore all’università Roberto Neulichedl che ha elogiato il progetto, così come il sindaco Marco Massari ha indicato la grande necessità di personale infermieristico: «Alti livelli di istruzioni migliorano la qualità della vita. Dati Istat mostrano quanto sia importante investire sui giovani e l’università è un investimento strategico».