Corona del 25 aprile data alle fiamme: c’è un denunciato
Castellarano: è un 48enne che si è detto pentito e ha chiesto aiuto per il suo stato di malessere
Castellarano È un uomo di 48 anni il presunto responsabile del gesto che, nella notte tra il 26 e il 27 aprile, aveva colpito i simboli della Liberazione a Castellarano, suscitando sdegno e indignazione in tutta la comunità. I carabinieri della stazione locale lo hanno denunciato per danneggiamento aggravato al termine di un’indagine che ha portato rapidamente a dare un volto all’autore del rogo della corona d’alloro davanti al monumento ai caduti, nei pressi della chiesa di Santa Croce.
Il caso aveva fatto molto discutere, anche per il valore civile e simbolico del luogo colpito a poche ore dalle celebrazioni del 25 Aprile. A intervenire personalmente era stato anche il sindaco Giorgio Zanni, che aveva ripulito la lapide dai segni dell’incendio. Le indagini sono partite immediatamente, con i militari impegnati nell’analisi dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati della zona e nella raccolta delle testimonianze. Elementi che, incrociati tra loro, hanno permesso di ricostruire i movimenti del sospettato e arrivare alla sua identificazione. Un passaggio centrale dell’attività investigativa ha riguardato il movente. Nonostante il bersaglio colpito, gli accertamenti hanno escluso legami con ideologie estremiste. Secondo quanto emerso, il gesto sarebbe stato compiuto da un uomo segnato da un forte risentimento personale, maturato in un periodo di difficoltà legate a condizioni di salute e a un profondo malessere emotivo.
Raggiunto dai carabinieri presso la sua abitazione, il 48enne ha ammesso le proprie responsabilità, mostrando pentimento e chiedendo aiuto. Alla luce della situazione di fragilità, i militari hanno attivato anche i servizi sanitari competenti per l’assistenza necessaria. Per lui è scattata la denuncia per danneggiamento aggravato. Le indagini, ora nella fase preliminare, proseguiranno per gli ulteriori approfondimenti e le valutazioni della Procura della Repubblica di Reggio Emilia, guidata dal procuratore Calogero Gaetano Paci.
