Ospedale di Montecchio: dall’8 giugno cambia la ristorazione. È scontro tra Ausl e sindacati
L’Azienda Sanitaria annuncia l'introduzione dei vassoi personalizzati per i pazienti e garantisce la continuità del servizio per i dipendenti, ma la Cisl non ci sta. I sindacati denunciano la chiusura della cucina interna e la “rottamazione” di un servizio d'eccellenza
Montecchio Dal prossimo 8 giugno cambierà il servizio di ristorazione dell’ospedale Franchini di Montecchio. Per l’Azienda sanitaria si tratta di un miglioramento del servizio; per la Cisl, invece, è «la rottamazione di un servizio che funzionava bene». Il confronto si è riaperto ieri pomeriggio (29 aprile) durante l’incontro tra Azienda Usl Irccs di Reggio Emilia e organizzazioni sindacali. L’Ausl spiega che la riorganizzazione permetterà «finalmente l’introduzione del vassoio personalizzato», già presente negli altri ospedali della provincia, anche per i degenti del Franchini.
Dal prossimo mese, «ogni pasto sarà preparato e somministrato nel pieno rispetto delle prescrizioni dietetiche individuali e delle normative di sicurezza alimentare», sottolinea l’azienda, spiegando che il confezionamento avverrà attraverso vassoi personalizzati realizzati con moderne attrezzature e personale qualificato. Secondo l’Ausl, nei locali della cucina dell’ospedale non ci sono spazi sufficienti per gestire internamente questo sistema. Da qui la scelta di centralizzare il servizio. Per quanto riguarda i dipendenti, l’azienda precisa che «nessuna chiusura della mensa» è prevista. Sarà invece attivato un servizio sostitutivo di ristorazione, con pasti completi consegnati nei locali della sala mensa dal lunedì al venerdì, dalle 12.15 alle 14.45. «I dipendenti potranno consumare il pasto completo negli attuali spazi della mensa dell’ospedale Franchini, mantenendo il costo di 1,03 euro a pasto», precisa la nota.
Di segno opposto la replica della Cisl Fp Emilia Centrale e della Cisl Medici, con Alberto Ansaloni e Annalisa Pilia che contestano apertamente la ricostruzione dell’Ausl. «Ecco la rottamazione di un servizio che funzionava bene, portata avanti ostinatamente in barba alla voce dei lavoratori, dei pazienti e di oltre 2.000 cittadini che hanno firmato la petizione», attaccano i sindacalisti. Secondo il sindacato, da giugno partirà di fatto la chiusura della cucina e della mensa interna del Franchini. I pazienti riceveranno il pasto preparato nelle cucine del Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, mentre i dipendenti dovranno rivolgersi ai locali convenzionati oppure ritirare il cibo da asporto. «Tradotto: ai nostri sanitari è stata rifilata la soluzione di un bel pasto precotto. Questo valgono agli occhi dell’azienda», affondano Ansaloni e Pilia. Sul fronte del Santa Maria Nuova, invece, la Cisl rivendica un risultato positivo sulla sicurezza della cucina centrale. «Dopo mesi di mobilitazione, la cucina è stata finalmente messa in sicurezza. Installati i nuovi forni, revisionate le procedure di lavoro e soprattutto aggiornato il Documento di valutazione dei rischi, fermo dal 2015». E chiudono con una stoccata all’Ausl: «Nonostante le smentite di rito, i fatti ci hanno dato ragione. La verità è venuta a galla». l © RIPRODUZIONE RISERVATA
