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Il riconoscimento

Il progetto fotografico “La Fortezza” di Federica Torrenti si aggiudica il premio Luigi Ghirri

Il progetto fotografico “La Fortezza” di Federica Torrenti si aggiudica il premio Luigi Ghirri

L’artista bolognese classe 1999 avrà l’opportunità di presentare il proprio lavoro alla Triennale di Milano

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«Per la capacità di esplorare il tema della mente e delle conoscenze ad essa connesse in modo originale e articolato, coniugando il linguaggio della fotografia e della ricerca scientifica, a partire da una formazione in ambito non fotografico; per aver ricostruito una mappatura dei meccanismi che orientano la coscienza, attraverso i legami fra vivente e non vivente, provando a dar voce alla complessità dell'invisibile». È con questa motivazione che la giuria della XIII edizione di Giovane Fotografia Italiana ha assegnato a Federica Torrenti e al suo progetto “La Fortezza” il prestigioso Premio Luigi Ghirri che, oltre alla somma di 4mila euro, consegna all’artista l’opportunità di presentare il proprio lavoro negli spazi di Triennale Milano. Bolognese, classe 1999, ancora prima che artista visiva Federica Torrenti è medico specializzato in Diagnostica per Immagini, percorso che ha deciso di intraprendere influenzata dalla sua passione per il medium fotografico e dall’interesse per le sue molteplici applicazioni in ambito medico. Durante la sua formazione inizia a interrogarsi sugli sforzi compiuti dalle neuroscienze nel tentativo di comprendere la realtà.

La ricerca alla base de “La Fortezza” parte proprio dal tentativo di ampliare ulteriormente il campo interrogando la coscienza stessa come territorio da attraversare. Accostando immagini scientifiche, anatomiche e naturali, il lavoro di Torrenti dissolve l’idea di una mente isolata, proponendo una visione relazionale in cui umano e non umano si co-generano. La voce evocata è quella di una trama di connessioni invisibili che ci costituiscono e che la fotografia può rendere percepibili in una circolarità che rimanda a un originario rapporto col mondo. La sua pratica artistica, basata sul concetto di intra-action della fisica Karen Barad, utilizza la fotografia come strumento d’indagine delle forze aggrovigliate e dinamiche tra uomo e Altro, da cui nasce la relazione che crea l’esistenza. La sua ricerca integra elementi provenienti da discipline quali biologia, filosofia, fisica e dallo studio della mente. Attraverso l’immagine, Torrenti interroga sensazioni e percezioni, l’intersecarsi di ambiente esterno e stati mentali e la soglia tra visibile e invisibile.

Il progetto di Federica Torrenti ha vinto anche il miglior Portfolio nell’edizione 2025 di Fotografia Europea, ed è stato selezionato per il programma “Back and Forth” promosso dalla Fonderia 20.9 di Verona. Grazie al sostegno dei festival e delle realtà partner, anche quest’anno Giovane Fotografia Italiana | Premio Luigi Ghirri ha assegnato altri premi agli artisti e alle artiste in mostra. La menzione speciale “Nuove Traiettorie”, promossa dall’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma, è stata attribuita al fotografo italo-marocchino Karim El Maktafi e al suo progetto “Archivio del Mare”. Grazie a questo riconoscimento, El Maktafi vince l’opportunità di svolgere un periodo di studio e ricerca in Svezia durante il quale sarà chiamato a produrre un progetto artistico che sarà successivamente esposto in una mostra personale. “Archivio del mare” indaga la memoria delle migrazioni contemporanee nel Mediterraneo attraverso gli oggetti recuperati dopo i naufragi. L’artista rivolge l’attenzione a uomini, donne e bambini che attraversano il mare per cercare un futuro possibile e affida agli oggetti recuperati il compito di parlare per chi non può più farlo. A partecipare al programma di letture portfolio “Photo-Match”, organizzate dal Fotofestiwal Łódź in Polonia, sarà invece Eva Rivas Bao, in mostra con “Una storia italiana” che, grazie a Fotofestiwal, riceverà anche un premio d’artista. Nel progetto, Eva Rivas Bao declina il concept dell’edizione in chiave politica e mediatica, interrogando le immagini mancanti e le narrazioni manipolate dell’era berlusconiana. Il processo che vide indagato l’ex premier Silvio Berlusconi viene rielaborato dall’artista a partire dalla figura della modella Imane Fadil, prematuramente scomparsa. Grazie al festival Photoworks, Anie Maki riceverà un premio d’artista e potrà recarsi a Brighton & Hove, nel Regno Unito, per partecipare a un programma di letture portfolio. Pseudonimo di Anna Michelotti, l’artista espone in mostra “Milk, Weight, Gravity”, progetto che riporta alla luce una genealogia familiare segnata da silenzi e traumi tramandati. Un caos di voci, volti, storie da ascoltare, capire e rielaborare come atto di cura retroattiva. Il festival Fotodok di Utrecht (Paesi Bassi), infine, invita i sette finalisti a partecipare a un workshop organizzato negli spazi di “Tiratura” a Ravenna per produrre una zine da distribuire in occasione di eventi internazionali dedicati alla fotografia. La mostra è visitabile al Palazzo dei Musei di Reggio fino al 14 giugno con ingresso libero e gratuito. Informazioni: gfi.comune.re.it.

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