Gazzetta di Reggio

Reggio

In città

Satispay e Pos per le offerte nelle parrocchie reggiane: «Mezzi più sicuri»

Serena Arbizzi
Satispay e Pos per le offerte nelle parrocchie reggiane: «Mezzi più sicuri»

Reggio Emilia, succede nell’unità pastorale 11 “San Giovanni Paolo II” e presto, si pensa entro maggio, arriverà anche a Pieve e in altre parrocchie della provincia.

3 MINUTI DI LETTURA





Reggio Emilia «Dona alle nostre parrocchie tramite Satispay!». È il messaggio che i fedeli leggono sulla tradizionale cassetta delle offerte, dove è ancora prevista la possibilità di contribuire in modo “classico” alla parrocchia. E, accanto all’opportunità di infilare i contanti direttamente nella cassetta, ora c’è un nuovo canale al passo con i tempi.

Succede nelle tre parrocchie dell’unità pastorale 11 “San Giovanni Paolo II” e presto, si pensa entro maggio, arriverà anche a Pieve e in altre parrocchie della provincia. La modalità di pagamento tramite Satispay, o SumUp, con il codice Qr è una delle nuove frontiere con cui viene chiesto ai fedeli di contribuire alla vita della parrocchia. «È un mezzo che si sta diffondendo e, di conseguenza, per alcuni si può rivelare più comodo rispetto ad altri – afferma don Matteo Bondavalli, parroco dell’unità pastorale San Giovanni Paolo II –. Abbiamo introdotto questo canale qualche mese fa. In Italia, siamo sempre indietro rispetto ad altri Paesi europei dove le chiese prevedono spesso la possibilità di raccogliere offerte tramite mezzi telematici. Alcuni parrocchiani lo stanno utilizzando, c’è chi ancora fa le offerte in modo classico e chi può usufruire di questo canale».

«Non ci sono state perplessità con l’introduzione di questo canale – aggiunge don Bondavalli –. Chi non vuole che la propria offerta sia tracciata continua a fare le offerte nelle cassette, se c’è chi desidera rimanere anonimo». L’idea di introdurre Satispay e il codice Qr è nata nell’ambito del consiglio degli affari economici. «Credo, come successo in tanti altri ambiti, tra cui le attività commerciali, che il fenomeno prenderà piede e la gente si abituerà. È un’aggiunta, un’opportunità in più, non è una sostituzione. Funziona come qualsiasi altra realtà che usa Satispay, con la possibilità di inquadrare un Qr code ma anche di trovare la realtà che ne fa uso, come quando si va in un bar. Se si è nei paraggi si vede l’unità pastorale. Basta girare un po’ in Italia e in Europa e si vede che i mezzi telematici sono in funzione: oltretutto è un motivo ulteriore di sicurezza. Nella Cattedrale, ad esempio, hanno sperimentato la torretta per donazioni con la carta di credito, come si vede in tante altre chiese d’Europa».

Anche l’unità pastorale 3, “Santa Teresa di Calcutta”, che comprende 16mila fedeli tra Pieve, San Pio X, Cavazzoli, Roncocesi, conta di introdurre a breve Satispay. «Sono allo studio l’introduzione di Satispay e del Pos entro maggio – conferma don Pietro Adani –. Per l’oratorio estivo utilizzavamo già un programma, Squby, con cui vengono già effettuati i pagamenti. Introduciamo Satispay dopo avere visto l’esperienza positiva di altre parrocchie in città. In questo modo vi sarà ulteriore chiarezza nella rendicontazione e nella contabilità. Si spera che questa nuova opportunità faccia breccia nelle nuove generazioni. In bacheca o all’ingresso della chiesa verrà segnalata la possibilità di fare offerte con il Qr code di Satispay. Credo rappresenti un’agevolazione per la comunità nel sostenere le attività della parrocchia. Va assolutamente ricordato che queste modalità tecniche si inseriscono nel più ampio quadro di sostegno alle attività dirette al culto e alle numerose iniziative volte a dare concretezza  misericordia evangelica».