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Trovato morto dopo 5 mesi il 77enne scandianese Giuseppe Marchesi: era scomparso in Sardegna

Jacopo Della Porta
Trovato morto dopo 5 mesi il 77enne scandianese Giuseppe Marchesi: era scomparso in Sardegna

Il 19 febbraio il ritrovamento dei resti dell’anziano a Iglesias. Nei giorni scorsi l’esito delle analisi del Dna ha confermato che si tratta di lui. Domani il funerale

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È stato cercato per due settimane e poi, per mesi, non si è saputo più nulla. Giuseppe Marchesi, lo scandianese di 77 anni scomparso l’8 settembre scorso in Sardegna, dove si era trasferito da pochi giorni con la moglie Mariana, la figlia Loredana e la nipote Jennifer, è morto. I suoi resti erano stati trovati il 19 febbraio in una zona isolata vicino all’ex miniera di Monteponi, a Iglesias, non lontano da dove per giorni era stato cercato. All’epoca, però, non c’era la certezza che si trattasse di lui, anche perché nella zona era scomparsa un’altra persona.

La conferma è arrivata soltanto nei giorni scorsi con l’esito delle analisi del Dna eseguite al presidio ospedaliero di Iglesias. «Papà è stato ritrovato tra Monteponi e la chiesa di San Severino, vicino alla zona dove era stata allestita la base dei soccorsi – racconta la figlia Loredana alla Gazzetta di Reggio –. Le ricerche si erano concentrate soprattutto nella zona della miniera, ma quel sentiero era stato controllato anche in precedenza. Purtroppo ha inciso il fatto che fosse vestito di nero: ci hanno spiegato che i droni avevano rilevato quella presenza come un cespuglio o un’ombra e non come una persona».

I funerali si svolgeranno domani mattina a Iglesias. Marchesi, nato a San Felice sul Panaro (Modena), aveva lavorato per quasi 35 anni al macello Gmp di Scandiano come magazziniere. I colleghi lo ricordano come una persona gentile e lavoratrice. In estate era stato sfrattato e si era trasferito in Sardegna. Al macello Gmp di Scandiano, dove aveva lavorato per circa 35 anni come magazziniere, Giuseppe Marchesi era rimasto una presenza abituale anche dopo la pensione. Passava spesso la mattina e il pomeriggio, prendeva un caffè e si fermava a parlare con gli ex colleghi. Quando non si era più visto, in molti si erano preoccupati. Solo in seguito, attraverso alcuni vicini di casa, avevano saputo del trasferimento in Sardegna insieme alla famiglia. Negli ultimi anni aveva attraversato anche alcune difficoltà economiche. Nonostante questo, chi lo frequentava racconta che fosse sempre lucido, incline alla battuta e con una memoria precisa degli anni trascorsi in macello. L’uomo era un grande camminatore e a Scandiano non era raro incontrarlo a piedi. L’8 settembre era uscito di casa, in Sardegna, facendo perdere le proprie tracce. «È uscito nel pomeriggio senza farsi vedere da mia nonna – aveva raccontato la nipote Jennifer a “Chi l’ha visto?” –. Io e mia mamma eravamo fuori casa. Mio nonno pensava che mia nonna stesse riposando ed è uscito senza farsi sentire, in ciabatte, tuta e senza portafoglio». Il Comune di Iglesias aveva diffuso l’avviso della scomparsa attraverso i canali ufficiali. Il coordinamento delle ricerche era stato affidato alla Prefettura di Cagliari, che aveva coinvolto il Soccorso Alpino e Speleologico. Il campo base era stato allestito al complesso minerario di Monteponi. «La zona in cui è scomparso è molto difficile da battere: un’ex area mineraria, anche pericolosa – racconta alla Gazzetta di Reggio Fernando Nonnis, presidente di Soccorso Iglesias –. Abbiamo perlustrato più volte le aree segnalate, in particolare proprio quella zona». Il corpo è stato trovato da una persona che stava cercando asparagi. «Papà era un grande camminatore. Da casa nostra a Iglesias fino a quella zona ci vogliono circa due ore a piedi e non è un percorso impossibile. Però quel giorno era uscito in ciabatte, senza acqua e faceva molto caldo». I resti sono stati portati e analizzati all’ospedale di Iglesias. «Il medico legale ci ha confermato che non ci sono segni di violenza. Non è caduto e nessuno gli ha fatto del male – prosegue la figlia –. Ovviamente, a distanza di mesi, non hanno potuto stabilire un orario preciso della morte, ma ci hanno detto che è deceduto per cause naturali, probabilmente già il giorno stesso della scomparsa. Forse si è accasciato mentre cercava di riposarsi. Questa era la cosa che ci interessava di più sapere».

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