Hellwatt, il messaggio che agita il festival. Cosa sta succedendo
Reggio Emilia: dopo che C.Volo ha chiuso con Milani emerge la questione legata al marchio
Reggio Emilia C’è un messaggio, rimbalzato ieri da uno smartphone all’altro tra giornalisti e addetti ai lavori, che metterebbe a rischio lo svolgimento stesso dell’Hellwatt Festival alla Rcf Arena di Reggio Emilia il prossimo luglio. Prima però una premessa è d’obbligo: la persona a cui è attribuito, ovvero Victor Yari Milani – fino a due giorni fa direttore artistico del mega evento musicale – contattato ieri pomeriggio dalla Gazzetta, ne ha smentito la paternità, annunciando conseguenze legali per chiunque decida di pubblicarlo.
Il messaggio è iniziato a circolare all’indomani della nota con cui C.Volo, società che ha in mano la gestione della mega struttura per eventi, ha comunicato l’interruzione della collaborazione con Milani: una decisione arrivata a meno di due mesi dall’inizio dei concerti degli artisti internazionali che dovrebbero esibirsi in città dal 4 al 18 luglio. Il testo, apparentemente destinato a una chat interna di collaboratori di Hellwatt, ha il sapore di una resa dei conti: Milani – che, lo ribadiamo, ha negato di averlo scritto – rivendicherebbe di essere il proprietario del festival, arrivando a paragonare la propria estromissione a «Jeff Bezos cacciato da Amazon dal corriere». Nel messaggio si parla di una decisione unilaterale di C.Volo, mentre Parole e Dintorni, l’agenzia che si occupa della comunicazione dell’evento, ieri ha dichiarato che «nelle ultime settimane sono emerse visioni non pienamente allineate su come portare avanti il festival» e che, per questo motivo, «le strade con il collaboratore Milani si sono divise». Interpellato sulla questione, l’ex direttore artistico non ha rilasciato nessuna dichiarazione. «Non posso parlare, per il momento», ci ha scritto ieri pomeriggio su Whatsapp. Del messaggio in questione circolato in chat – che, ribadiamo ancora una volta, Milani nega di avere inviato – a preoccupare è il presunto avvio di un contenzioso legale contro C.Volo e, soprattutto, questa parte che si legge in chiusura: «Sto aspettando conferme legali e conferma di location. Poi Hellwatt si trasferisce». Infine, c’è un’altra questione, tutt’altro che secondaria: il marchio “Hellwatt” è di proprietà di Milani, motivo per cui, nei prossimi giorni, le pagine social del festival e il sito ufficiale potrebbero essere progressivamente chiusi. © RIPRODUZIONE RISERVATA
