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Il caso

Si conoscono su Instagram, ma al primo incontro lui abusa della 15enne: denunciato un 23enne

Ambra Prati
Si conoscono su Instagram, ma al primo incontro lui abusa della 15enne: denunciato un 23enne

Reggio Emilia: il giovane, che ora ha il divieto di avvicinarla con braccialetto elettronico nega, ma la visita in ospedale conferma la violenza

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Reggio Emilia Una ragazzina conosce un giovane su Instagram e, dopo lunghi dialoghi tramite tutti i social network e infine via WhatsApp,  viene a Reggio Emilia per conoscerlo di persona. Il primo e unico incontro finisce nel peggiore dei modi, con l’adolescente che viene abusata sull’auto nel parcheggio di un centro commerciale. Ora il presunto responsabile, un 23enne, deve rispondere della pesante accusa di violenza sessuale su minore e di lesioni personali aggravate.

Il pm Maria Rita Pantani, che ha coordinato le indagini della Squadra Mobile della polizia di Stato, ha chiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari – Matteo Gambarati – la misura cautelare del divieto di avvicinamento all’adolescente con braccialetto elettronico, che sarà installato nei prossimi giorni. L’aggravante di questa brutta storia è che la quindicenne vive in una comunità fuori provincia perché è a sua volta vittima di violenza in famiglia, quindi in una particolare situazione di fragilità emotiva. Entrambi i protagonisti sono di origini pakistane.

La vicenda risale all’inizio di quest’anno, quando la quindicenne conosce il 23enne, lavoratore residente nella nostra provincia, su Instagram: nasce subito una simpatia, fatta di dialoghi fitti e racconti delle rispettive esistenze. A un certo punto le conversazioni a distanza non bastano più e i due decidono di incontrarsi, dandosi un appuntamento per il 28 febbraio scorso. Quel giorno lui la va a prendere in macchina alla stazione ferroviaria: la prima impressione è piacevole, i due chiacchierano e decidono di andare a fare un giro in un centro commerciale della città per passare qualche ora insieme. Al ritorno alla macchina, nel parcheggio del centro commerciale, avviene l’approccio a sfondo sessuale. E qui le versioni delle controparti divergono in modo sostanziale. Secondo la quindicenne, lui inizia a fare apprezzamenti e allunga le mani nelle parti intime nonostante il suo diniego, oltre a palpeggiarla in modo spinto: lei è impietrita e solo una chiamata sul cellulare interrompe gli abusi. A quel punto lei si sente ingannata e prevaricata e si rifiuta di restare in compagnia del 23enne; l’adolescente chiama un’amica, che la raggiunge, e la sera stessa si reca al pronto soccorso dell’ospedale, dove una visita conferma le lesioni. In seguito sporge denuncia contro di lui. Il racconto della minore, ascoltata in forma protetta, viene ritenuto credibile e vengono acquisiti tutti i messaggi e i vocali intercorsi. Molto diversa la versione di lui. L’incensurato, difeso d’ufficio dall’avvocato Alessio Fornaciari, nega ogni addebito e soprattutto nega con forza la violenza; non solo sostiene che pensava di essere ricambiato, ma afferma che dal punto di vista sessuale non è accaduto nulla se non qualche bacio ed effusioni. Il 23enne avrà modo di spiegare la sua posizione venerdì prossimo, quando in tribunale a Reggio Emilia si terrà l’interrogatorio di garanzia davanti allo stesso gip Gambarati che ha emesso l’ordinanza di misura cautelare. l © RIPRODUZIONE RISERVATA