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Spaccio vicino alle scuole, la Procura chiede l’arresto per otto giovanissimi

Ambra Prati
Spaccio vicino alle scuole, la Procura chiede l’arresto per otto giovanissimi

Reggio Emilia, sono tutti di nazionalità egiziana. Alcuni di questi potrebbero aver partecipato alla rissa nella notte di Vyni, dietro al teatro Valli

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Reggio Emilia Spacciavano in pianta stabile tra la piazzetta del Popol Giost (dove si trova la “barca”, cioè la struttura ovoidale chiamata così perché appena inaugurata con la pioggia si è allagata) e il parco del Popolo. Ora la Procura di Reggio Emilia chiede l’arresto per otto giovanissimi - di età compresa tra i 19 e i 26 anni, tutti di nazionalità egiziana - accusati di detenzione ai fini di spaccio aggravata. Con un’aggravante specifica e inquietante: quella dell’articolo 80 del Testo Unico Stupefacenti, che prevede l’aumento da un terzo alla metà della pena quando l’offerta o la cessione di sostanza stupefacente avviene in prossimità delle scuole, in questo caso istituti superiori.

Non solo. Un’altra indagine, sulla quale sta lavorando la questura di Reggio Emilia, ipotizza che alcuni di questi otto giovanissimi abbiano partecipato alle recenti risse che hanno avuto per teatro i giardini nel cuore del centro storico cittadino. L’ultima e più grave rissa è stata quella avvenuta nella notte tra sabato 18 e domenica 19 aprile scorso, l’ultima serata del festival Vyni, quando all’interno dell’area verde si erano affrontati con coltelli e spranghe sette giovani, uno dei quali ferito in modo grave. Al momento questa rimane un’ipotesi, visto che sta per arrivare al pettine giudiziario unicamente il filone dello spaccio.

Questa indagine è stata svolta dal Nucleo Antidroga della polizia locale di Reggio Emilia, che con pazienza certosina per un anno ha monitorato il mercato della droga in pieno centro storico. Gli agenti in borghese hanno svolto un’attività complessa, fatta di pedinamenti e appostamenti tradizionali e scatti fotografici che hanno consentito di immortalare decine e decine di cessioni di hascisc e marijuana. A prezzi decisamente modici: le dosi costavano dai 5 ai 25 euro. E per fortuna non risulta che tra i clienti abituali vi fossero degli studenti minorenni. Gli approfondimenti investigativi sono andati avanti fino al febbraio scorso, quando - ritenendo di aver raccolto prove a sufficienza – il Comando di via Brigata Reggio ha chiuso il fascicolo. Un fascicolo coordinato dal pm Valentina Salvi, che ora chiede la misura cautelare per gli indagati. Prima però la "riforma Nordio" – entrata in vigore il 25 agosto 2025 - impone al giudice per le indagini preliminari di sentire gli indagati prima di decidere. Per questo motivo nella giornata odierna in tribunale a Reggio Emilia il gip Andrea Rat presiederà una serie di interrogatori preventivi, alla presenza degli avvocati difensori Giuseppe Caldarola, Nicola Tria e Angelo Russo. l© RIPRODUZIONE RISERVATA

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