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Dal New York Times alla Bbc: come il mondo ha raccontato Reggio Emilia e la visita di Kate Middleton

Jacopo Della Porta
Dal New York Times alla Bbc: come il mondo ha raccontato Reggio Emilia e la visita di Kate Middleton

L’educazione, l’accoglienza della folla e il racconto di una città “autentica”: il viaggio mediatico internazionale tra piazze, Tricolore e Reggio Emilia Approach

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Reggio Emilia «Catherine visita Reggio Emilia, città conosciuta a livello internazionale per il suo approccio all’educazione dell’infanzia». Partiamo da qui, dall’attacco dell’articolo del New York Times, per ribadire un concetto. La Città del Tricolore non era fino a ieri un luogo sconosciuto, improvvisamente balzato agli onori della cronaca per l’importante visita. «L’interesse internazionale – ricorda la prestigiosa testata Usa – esplose nel 1991, quando Newsweek inserì una scuola di Reggio Emilia tra le dieci migliori al mondo. Da allora migliaia di educatori provenienti da decine di Paesi hanno visitato la città». Fatta questa premessa, è indubbio che la visita di abbia messo la nostra città sotto i riflettori, a livello mediatico, come non avveniva da tempo.

L’inviato del canale inglese Gb News
, per raccontare ai telespettatori l’apprezzamento degli italiani per Kate, ha mostrato in diretta la prima pagina speciale della Gazzetta di Reggio, con il titolo “All’altezza dei bambini”, un gioco di parole che unisce la filosofia del metodo Malaguzzi e la regalità dell’ospite. Nelle riprese degli inviati sono spuntate anche le cartoline celebrative che la Gazzetta di Reggio ha distribuito alla folla. La pagina online di The Times, quotidiano di Londra, ha titolato: «“Mi chiamo Caterina”. La principessa saluta la folla festante in Italia». Nell’articolo si dà atto che «la principessa del Galles è stata accolta da grandi applausi al suo arrivo in Italia, in quello che i collaboratori di Kensington Palace hanno definito “un momento molto importante” (“huge moment”) nel percorso di recupero dal cancro. Migliaia di persone hanno affollato le strade di piazza Camillo Prampolini. Al suo arrivo nella piazza gremita, tra i ciottoli del centro storico, si sono levati applausi e grida di entusiasmo». Il titolo del servizio della Bbc, firmato dal corrispondente della casa reale Sean Coughlan, recita: «“Ciao Kate”: la folla accoglie con entusiasmo il ritorno di Catherine in Italia». La televisione pubblica britannica si sofferma sull’entusiasmo dei reggiani.

«La principessa del Galles ha ricevuto un’accoglienza calorosa dalla folla italiana nel suo ritorno ai viaggi all’estero dopo le cure contro il cancro. Tra applausi e grida di entusiasmo per Catherine, in piazza a Reggio Emilia è comparso anche uno striscione fatto a mano con la scritta “Ciao Kate”. Durante la passeggiata sotto il sole, la principessa ha stretto mani e posato per selfie, mentre la folla rumorosa sollevava bambini, mazzi di fiori e soprattutto telefoni per immortalare il momento». Il giornalista sottolinea che «per Catherine l’accoglienza è stata quella riservata a una star del cinema: schiere di fotografi, folla dietro le transenne e persone affacciate alle finestre intorno alla piazza». E a proposito di quest’ultima, la descrive come «illuminata dal sole e circondata da edifici medievali e rinascimentali dai colori pastello». Tra le righe dell’articolo si parla del Tricolore, di Camillo Prampolini e, ovviamente, del Centro Loris Malaguzzi. «Le migliaia di persone presenti in piazza sono state le prime folle straniere incontrate dalla principessa dopo la visita a Boston con il principe William nel dicembre 2022». In molti hanno visto in questa visita un’occasione per far conoscere Reggio Emilia anche a livello turistico. The Times, poche ore prima che la principessa sbarcasse, ha dedicato alla città un ampio articolo. «La città italiana poco conosciuta pronta ad accogliere la principessa del Galles». Sottotitolo: «Tra Parma e Modena, la patria del parmigiano, Reggio Emilia offre uno spaccato dell’Italia autentica». Il giornalista Matthew Bell parla di un luogo «che pochissimi turisti si fermano a visitare» e parte con uno sguardo piuttosto stereotipato su una provincia emiliana evidentemente lontana dall’immaginario delle grandi città d’arte italiane più note al pubblico britannico. Dopo una serie di considerazioni non proprio lusinghiere sulla città, è poi passato ai complimenti e ha definito piazza Prampolini «una perla nascosta». Parlando del suo viaggio dalla stazione Mediopadana, ha cambiato tono. «Lungo il percorso si incontra la vita quotidiana italiana: anziane che chiacchierano agli angoli delle strade, forni che vendono focacce salate, un’atmosfera tranquilla che difficilmente si trova in mete turistiche come Firenze o Roma». Mary Gray, direttrice di Italy Magazine, dice al giornalista del Times che Reggio «è perfetta per una gita di un giorno se si vuole andare oltre le trappole per turisti e vedere come vivono davvero i normali italiani del Nord». A mettere tutti d’accordo, ci pensa la cucina. Su questo, l’autore riflette: «E in fondo, non è forse il cibo la ragione principale per visitare l’Italia? ». Oddio, ci sarebbe anche l’arte, senza nulla togliere alle nostre eccellenze gastronomiche. E infatti l’autore aggiunge poi, tra le ragioni per una visita, anche la Fondazione Maramotti, le piazze e gli edifici storici. Insomma, non ne usciamo come un pittoresco borgo da cartolina, ma come una città vera. E forse, alla fine, è anche meglio e più giusto così. l © RIPRODUZIONE RISERVATA

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