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L’attacco di Milani: «L’Hellwatt si farà ma in un’altra città»

Nicolò Valli
L’attacco di Milani: «L’Hellwatt si farà ma in un’altra città»

L’organizzatore è un fiume in piena in un podcast: «Ci saranno cause milionarie»

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Reggio Emilia «Hellwatt si farà e in un posto più grande rispetto alla Rcf Arena. Ho già confermato un’altra location e nei prossimi giorni potrò dire qualcosa di più». Parole di Victor Yari Milani, colui che era stato presentato come il referente dell’Hellwatt Festival prima di ricevere il benservito da C.Volo.
 



Ieri, Milani è tornato a parlare pubblicamente, attraverso il podcast Music Teller dello speaker radiofonico Alvise Salerno. Quasi un’ora di conversazione con parole che gettano benzina sul fuoco a un evento che, a poco meno di due mesi dal via, è ancora lontano dall’essere definito con chiarezza, con buona pace di chi ha acquistato il biglietto. «Ero stato chiamato dal presidente di C.Volo Andrea Cattini per dare rilancio alla Rcf Arena – dice Milani, partendo dall’inizio del rapporto coi soci della cooperativa –. Avevo qualche dubbio perché sono abituato a lavorare nel settore privato ed il protocollo prevede di lavorare col massimo della segretezza».

Milani è un fiume in piena: «Sono subentrato a Ferdinando Salzano per ideare un progetto da zero, portando alla Rcf Arena i migliori professionisti mondiali nei vari settori– dice Milani–. Anche la stampa si è focalizzata più sul mio profilo che non sui miei stimati colleghi. Penso a Vittorio Dellacasa che ho portato io ed è uno dei massimi organizzatori. Sono state dette e scritte cose diffamatorie». Sullo strappo con C.Volo, Milani si è fatto un’idea precisa: «Credo che ci fosse un’idea precisa di non andare ad alterare meccanismi ed equilibri consolidati. Avevo pensato a scenografie importanti con materiale da riciclare: container, un treno e una nave da 50 metri da utilizzare come secondo palco. Kanye West e Travis Scott saranno a Reggio grazie a me».

Milani non si ferma e punta il dito: «Io volevo far provare un’esperienza innovativa basata sulla sostenibilità che andasse anno dopo anno ad abbassare anche il costo del biglietto. Il budget è stato rispettato. Dellacasa, a un certo punto, ha però iniziato a fare pressioni per cambiare qualcosa a livello di produzione». Poi la parte probabilmente più interessante, quella in cui il fondatore d i Helwatt Festival interviene in merito al cambio nome della rassegna: «C. Volo può cambiare tutti i nomi che vuole ma il festival l’ho inventato io e se non ci sarà un accordo andremo incontro a cause milionarie. I contratti con gli artisti li hanno firmati loro, è vero, ma il festival è mio e 70mila biglietti li hanno venduti con quel nome. Sulle pagine degli artisti e su Ticketmaster c’è il logo Hellwatt. C. Volo può fare quello che vuole ma non con il mio sudore e il mio lavoro». «Io ho un contratto quinquennale blindato con C Volo – chiude – che mi protegge da un qualsiasi tentativo di elusione». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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