Gazzetta di Reggio

Reggio

Il resoconto

Perché Kate Middleton ha visitato Remida, il centro reggiano dove gli scarti diventano creatività

Alice Benatti
Perché Kate Middleton ha visitato Remida, il centro reggiano dove gli scarti diventano creatività

Reggio Emilia, con la principessa del Galles anche Max Mara, Iren, Tetra Pak e Pluricart: il modello che unisce imprese, sostenibilità ed educazione

3 MINUTI DI LETTURA





Reggio Emilia Alle 11.10 di giovedì 14 maggio in via Gioia, davanti all’ex mangimificio Caffarri, iniziano ad aprirsi gli ombrelli. Una cinquantina di persone, destinate a raddoppiare nel giro di un’ora, aspetta dietro alle transenne l’arrivo della principessa del Galles. Qualcuno si ripara sotto la giacca, i bambini delle scuole dell’infanzia Andersen e Girotondo si stringono fra loro. Alle 11.50 un piccolo gruppo comincia a chiamare il nome di Kate. È a poche decine di metri da loro che, finalmente, alle 13.15 si ferma l’auto scura su cui viaggia la principessa, arrivata al centro di riciclaggio creativo Remida per una delle visite del suo secondo giorno reggiano. La prima stretta di mano è con Eloisa Di Rocco, atelierista e coordinatrice di Remida, che la accompagna durante la visita. Ad accoglierla anche Nora, nove anni, con un mazzo di fiori stretto tra le mani che consegna a Kate.

Con loro Francesco Profumo, presidente di Fondazione Reggio Children, e Barbara Donnici, coordinatrice della ricerca della Fondazione. All’interno – dove ad attenderla, fra gli altri, ci sono il direttore dell’Istituzione Scuole e Nidi d’infanzia Nando Rinaldi e il direttore di EduIren Arturo Bertoldi – fin dai primi momenti Kate si mostra curiosa: si ferma, osserva, domanda. Le viene raccontato come materiali di scarto, donati da un centinaio di aziende, trovino una seconda vita grazie all’attività del centro. Parliamo di 10-15 tonnellate di scarti industriali (plastiche, tessuti, legni, carte e metalli), altrimenti destinati allo smaltimento, che ogni anno vengono raccolti – attraverso il lavoro di Iren –, recuperati e in parte distribuiti a circa 350 soggetti del territorio come scuole e associazioni. Una realtà, parte del Reggio Emilia Approach, che in trent’anni ha costruito un legame stabile tra il mondo produttivo e quello educativo, attirando l’interesse della principessa.
 



Remida – lo ricordiamo – è nato nel 1996 da un’iniziativa dell’Istituzione Nidi e Scuole d'Infanzia del Comune di Reggio Emilia, di Iren e della Fondazione Reggio Children. Negli spazi del centro Kate si sofferma davanti alle documentazioni dei laboratori con i bambini e, in particolare, mostra interesse per un progetto dedicato al suono dei materiali realizzato con alcune classi della scuola primaria. La visita prosegue poi con un tavolo su creatività, materiali e sostenibilità cui la principessa siede accanto ai rappresentanti delle principale imprese del territorio partner del progetto: Costanza Maramotti del Cda di Max Mara Fashion Group, l’Ad e direttore generale di Iren Group Gianluca Bufo, il responsabile sostenibilità di Tetra Pak Lorenzo Nannariello e il direttore marketing di Pluricart Andrea Calcagnini. Un confronto sul rapporto tra produzione, recupero e responsabilità ambientale coordinato dal presidente di Fondazione Reggio Children Francesco Profumo. Nello spazio immersivo del Caffarri, invece, la principessa assiste alle attività guidate dall’atelierista Riccardo Ronzoni, dove bambini, musica e materiali dialogano attraverso movimento e sperimentazione. Prima dei saluti, c’è tempo per un ultimo racconto su alcuni progetti internazionali di solidarietà da parte del direttore di Fondazione Reggio Children Cristian Fabbi.l © RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google