Piove in sala operatoria all’ospedale di Guastalla, la Cisl: «Soluzioni creative per tamponare l'acqua»
Il sindacato ha inviato una formale segnalazione e diffida alla direzione dell’Ausl in merito alla grave criticità riscontrata
Guastalla «Pioggia nel comparto operatorio di Guastalla e soluzioni creative per tamponare la perdita ed evitare un allagamento». Cisl Fp Emilia Centrale ha inviato una formale segnalazione e diffida alla direzione dell’Ausl in merito alla grave criticità riscontrata presso il comparto operatorio dell’ospedale di Guastalla, dove, nella giornata di ieri (15 maggio), a seguito delle recenti precipitazioni, si sono verificate infiltrazioni d’acqua dal soffitto.
«Non siamo di fronte a un semplice disagio logistico – dichiara Serena D’Ambrosio della Cisl Fp Emilia Centrale – ma a una situazione che riguarda direttamente la sicurezza degli ambienti di lavoro, la qualità dell’attività assistenziale e la dignità professionale di chi ogni giorno opera in un contesto delicatissimo come quello operatorio».
Cos’è successo
Secondo quanto segnalato, le infiltrazioni hanno interessato in particolare una stanza utilizzata come spogliatoio per pazienti sottoposti a isteroscopie e come area di rifornimento dei materiali. La presenza di acqua ha determinato disagi operativi rilevanti, costringendo il personale sanitario a ricorrere a soluzioni provvisorie per contenere e raccogliere l’acqua piovana. «Prendiamo atto che nelle ore successive è stato effettuato un intervento tampone – prosegue D’Ambrosio – ma questo non può essere considerato sufficiente. Da un’Azienda sanitaria pubblica ci aspettiamo un intervento serio, radicale e risolutivo, non una gestione emergenziale del singolo episodio. Serve capire la causa strutturale del problema, intervenire alla radice e impedire che situazioni simili si ripetano».
Altri episodi in passato
La Cisl Fp evidenzia, inoltre, che episodi analoghi si sarebbero già verificati in passato, interessando anche la stanza di decontaminazione dello stesso comparto operatorio. Un elemento che rende ancora più urgente una verifica complessiva delle condizioni strutturali e impiantistiche dell’area. A questa criticità si aggiungono le problematiche legate al sistema di aerazione e climatizzazione. Con l’avvicinarsi della stagione estiva, il rischio è che si ripresentino temperature non adeguate alle condizioni di lavoro e alla piena funzionalità del comparto, con possibili ricadute sull’organizzazione delle attività e sulla qualità del servizio.
Il dovere della sicurezza
«Il personale sanitario che lavora in questi ambienti deve sentirsi sicuro – sottolinea la CISL FP Emilia Centrale – perché opera in luoghi dove si prendono in carico persone fragili e dove ogni dettaglio può incidere sul percorso di cura. Chi ha nelle proprie mani la salute e, spesso, la vita delle persone non può lavorare in condizioni ambientali precarie o incerte». Il sindacato mette bene in chiaro che la sua iniziativa non si limita alla denuncia pubblica: «Abbiamo formalmente investito l’Azienda della questione e chiediamo risposte concrete, verificabili e in tempi rapidi. La sicurezza non può dipendere dal meteo e non può essere affrontata con interventi provvisori. Servono un piano di intervento, tempi certi e garanzie reali per lavoratori e pazienti».
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