Restano chiusi per un’ora al cimitero: qualcuno ha chiuso il lucchetto
Reggio Emilia: è successo a Cavazzoli. Una delle persone rinchiuse: «Uno scherzo davvero di cattivo gusto»
Reggio Emilia «Siamo rimasti chiusi dentro al cimitero di Cavazzoli circa un’ora, per colpa di qualcuno che non aveva niente di meglio da fare che sfoggiare catena e lucchetto nuovi. Uno scherzo davvero di cattivo gusto». A raccontare la disavventura è Nazzarena Meglioli, rimasta prigioniera all’interno del camposanto della frazione cittadina insieme al nipote quindicenne e a un’altra signora che accompagnava l’anziana madre.
L’episodio è accaduto sabato scorso. «Sono arrivata al cimitero verso le 16.30, insieme a mio nipote, portando fiori. Lì riposano quasi tutti i miei familiari defunti: mio padre, mio nipote (che morì a soli 19 anni, insieme ad altri due amici, in un terribile incidente nel marzo 2005) e i nonni». Zia e nipote stavano girando per le tombe, quando «siamo stati avvicinati da una donna che sorreggeva una pensionata fragile: “Siamo chiusi dentro”, ci ha detto. Avevano provato a uscire, trovando la cancellata chiusa da una catena metallica». Nazzarena ha verificato di persona. «Una catena nuova nuova, con un lucchetto particolare che si apriva solo con una piccola brugola: costava 15 euro. Ho controllato sul web nel tentativo di aprirlo, ma niente da fare. Abbiamo perlustrato anche il perimetro della struttura alla ricerca di un’uscita secondaria: invano».
Un contrattempo che ha impensierito soprattutto per la presenza dell’anziana. «Si muoveva con un deambulatore e ha iniziato ad agitarsi, abbiamo cercato di rassicurarla». A questo punto i quattro “prigionieri” hanno lanciato l’allarme. «Abbiamo atteso per un’ora – racconta ancora la donna –. Alle 17.30 sono arrivate due pattuglie della polizia locale. Un grazie sincero agli agenti, che sono riusciti a rompere la catena con un seghetto: è stato faticoso e per nulla semplice, ma alla fine ce l’hanno fatta. Non ho avuto paura perché c’è da temere i vivi più dei morti, tuttavia non è stata una bella esperienza, soprattutto per l’anziana che si è stancata». Al ritorno a casa, Nazzarena è stata accolta dalle battute dei familiari: «Sempre fortunata...». Resta da spiegare come sia potuto succedere. «Sono anni che vado in quel cimitero: piccolo, sempre aperto, non custodito (e in ogni caso un custode avrebbe controllato prima di chiudere). Anche gli agenti, contattando il Comune, hanno constatato che non c’è il custode e non c’è orario di giorno. Gli agenti ci hanno detto che non è la prima volta che succede». L’ipotesi più probabile, quindi, è quella di uno scherzo. «Non so a chi possa venire in mente un’idea del genere. In ogni caso ho augurato al responsabile qualche trascurabile disturbo fisico». l © RIPRODUZIONE RISERVATA
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