Scuole aperte dal 31 agosto. In Emilia Romagna parte la sperimentazione: ecco come funziona
L’annuncio della Regione: due settimane di attività e progetti alla Primaria. «E’ il periodo più critico per chi lavora: abbiamo deciso di sostenere le famiglie prima dell’avvio delle lezioni»
Bologna Una boccata di ossigeno dai carichi familiari, per i genitori emiliano-romagnoli, arriva dalla Regione che ha presentato, ieri, una sperimentazione educativa condivisa che aiuterà a conciliare i tempi di vita e di lavoro. Dal 31 agosto al 14 settembre, infatti, quindi fino all’apertura ufficiale della scuola, prevista in Emilia-Romagna per il 15 settembre, le primarie potranno rimanere aperte grazie a progetti realizzati dai Comuni e sostenuti dalla Regione con 3 milioni di euro. Un’offerta di servizi extrascolastici, quindi avvalendosi di educatori esterni, che potrà prevedere attività come laboratori, sport, musica, creatività, gioco e assistenza. A illustrare la misura, il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e l’assessora alla Scuola, Isabella Conti. L’obiettivo – hanno spiegato – è quello di rendere la misura «strutturale e diffusa su tutto il territorio regionale», a partire dall’anno scolastico 2027-2028, introducendola come “misura di sostegno alla natalità”, per un costo ipotizzato attorno ai 10 milioni di euro l’anno.
Verrà, infatti, inserita nella legge per la natalità che è in cantiere e sarà finanziata attraverso quel canale. Saranno coinvolti, in questa prima fase di sperimentazione, i territori delle aree Atuss – le Agende trasformative urbane per lo sviluppo sostenibile –, 42 Comuni e Unioni di Comuni e precisamente: Bologna, Ferrara, Forlì, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Cesena, Mercato Saraceno, Sarsina, Montiano, Nuovo Circondario Imolese e le Unioni dei comuni della Bassa Romagna, della Romagna Faentina e delle Terre d’Argine. Le attività saranno articolate nella mattinata e le scuole «diventeranno spazi aperti alla comunità, capaci di accogliere i più piccoli in un periodo spesso privo di servizi e opportunità diffuse. Un progetto che vuole trasformare il tempo che precede l’avvio dell’anno scolastico in un’occasione di crescita, socialità e sostegno concreto alle famiglie», spiegano i due amministratori. «È una misura che si propone di ampliare le opportunità educative di qualità e, allo stesso tempo, di offrire una risposta concreta alle esigenze e ai bisogni delle famiglie» sottolinea de Pascale .
«Sostenere i genitori nei momenti di maggiore difficoltà nella gestione familiare è un impegno preciso che vogliamo assumerci, attraverso la proposta di un modello educativo innovativo e inclusivo – osserva Conti –. È proprio a partire dagli spazi dell’apprendimento, anche attraverso attività capaci di stimolare interessi e relazioni nei più piccoli, che vogliamo dare risposte qualitative alle famiglie, convinti che anche questi servizi siano fondamentali per costruire opportunità, benessere e futuro per le nuove generazioni». La sperimentazione lascerà ai Comuni coinvolti la possibilità di adattare l’offerta secondo le proprie esigenze e caratteristiche: disponibilità delle strutture scolastiche e compatibilità con altre offerte educative, valorizzando reti locali, associazioni, realtà sportive e culturali. Con questa nuova misura, la Regione risponde anche alle richieste di un diverso calendario scolastico, chiudendo il discorso una volta per tutte. «Quello del calendario scolastico – sottolinea Conti – è un tema molto sentito. Abbiamo ascoltato tutte le parti coinvolte e ci siamo resi conto che un cambiamento avrebbe creato ripercussioni su tanti ambiti e saremmo comunque intervenuti solo su poche giornate. Abbiamo, allora, immaginato di organizzare attività nelle scuole primarie nelle due settimane più critiche per chi lavora, dal 31 agosto fino al 14 settembre». «Questa soluzione, secondo noi – osserva de Pascale –, risolve tutti i problemi» perché riguarda «il periodo più difficile: i centri estivi non sono tutti aperti e la spesa di settembre è l’ennesima fatica dopo quelle sostenute». La misura introdotta da viale Aldo Moro è pensata, inoltre, per essere compatibile con eventuali iniziative attuate dalle scuole, come quella già annunciata dal ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara. l © RIPRODUZIONE RISERVATA
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