«Il boschetto dell’ex Cepam come quello di Rogoredo». Giovane salvato dall’overdose. Ma ora sull’area c’è un progetto
Reggio Emilia: il comitato Ascoltare Santa Croce chiede interventi. Stu Reggiane, che ha comprato il sito, rassicura: «Entro l’estate sarà ripulito»
Reggio Emilia Un giovane in overdose, stato salvato grazie ai soccorsi tempestivi. Nel boschetto dell’ex Cepam è stato l’ultimo episodio di una lunga serie, tanto da far insorgere il comitato Ascoltare Santa Croce. «Quell’area è diventata un ritrovo per tossicodipendenti e spacciatori: una zona franca, paragonabile al bosco di Rogoredo a Milano», afferma il portavoce del comitato Stefano Buffagni. «Lo abbiamo comprato per riqualificare ed edificare: entro l’estate sarà ripulito, per consentire di eseguire delle misurazioni funzionali ai progetti futuri», risponde a stretto giro di posta Luca Torri, amministratore delegato di Stu Reggiane Spa.
Il boschetto altro non è che la vasta area verde che si trova sul lato ovest di viale Ramazzini, dov’è situato il terminal delle corriere extraurbane, al confine con la ferrovia. Lì, giovedì scorso verso le ore 17, un passante ha sentito dei rantoli provenire dall’erba alta vicino alla cancellata: si è avvicinato e ha visto un giovane agonizzante. L’immediato allarme ha permesso alla polizia di Stato e ad un’ambulanza della Croce rossa di soccorrere il giovane, in stato confusionale dopo aver assunto stupefacenti. In altri casi precedenti è andata peggio: nella stessa area abbandonata lo scorso inverno era stato trovato un cadavere, anche quello di un tossicodipendente stroncato dagli stupefacenti. Una situazione che impensierisce i residenti del quartiere. «La zona è diventata famosa per lo spaccio e per il consumo di droghe, riparati da sguardi indiscreti poiché il sottobosco nasconde quello che succede – racconta Buffagni – La vegetazione e l’incuria (ci sono cumuli di immondizia) fanno sì che il luogo sia diventato un rifugio per sbandati: sono sorte capanne improvvisate. Il tutto a pochi metri dall’autostazione, dallo skate park e dai campi da gioco per ragazzi».
La svolta possibile
Ad acquistare il boschetto all’asta, quasi due anni fa, è stata Stu Reggiane. «Su quell’area abbiamo iniziato un percorso di valorizzazione, abbiamo diverse proposte, stiamo lavorando con soggetti anche importanti: c’è una trattativa in corso. Tuttavia l’idea è di valorizzare l’area in modo armonioso con il Parco Innovazione – rivela Torri – Non abbiamo intenzione di ricreare un parco, bensì di costruire. Quando e come è tutto da definire, ma sorgerà un insediamento immobiliare». Di immobili, nel boschetto abbandonato da tempo, non ce ne sono più: l’ex Gallinari è stata abbattuta, così come la sede Cepam poi trasferitasi. In tal modo il Parco Innovazione si amplierà di parecchio? «Con l’ex mangimificio Caffarri ci siamo espansi, siamo già entrati nel quartiere, per il quale abbiamo una grande attenzione. Ci interessa uno sviluppo positivo dell’intera area di Santa Croce, non solo del Parco Innovazione», aggiunge Torri, che preferisce non scoprire le carte visto che i tempi non sono maturi. «Anche l’altro giorno abbiamo fatto un sopralluogo tra il verde. Ora avremo la necessità di fare rilievi tecnici e misurazioni, perciò tra poco il parco sarà ripulito per consentire di svolgere le attività propedeutiche alla realizzazione dei progetti», aggiunge Torri. «Quando? Di certo entro l’estate».
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