In Cina la loro unione non è riconosciuta: Elisa e Fenjie si sposano a Reggio Emilia
L’incontro sul web e la scelta di incontrarsi nella nostra città, dove la 22enne è nata e cresciuta. Il presidente del consiglio comunale celebra: «E’ molto bello che il nostro Paese permetta anche questa libertà: quella di amare chi si vuole»
Reggio Emilia Hanno potuto dare vita a un legame speciale che nel loro Paese d’origine non è previsto dalla legge. E così hanno dato vita a Reggio Emilia alla prima unione civile tra persone dello stesso sesso: qualcosa che assomiglia a una sorta di rivoluzione per la mentalità cinese. Elisa Yang, 22 anni, e Fenjie Guo, 28, sono due ragazze di origine cinese che si sono conosciute sul web per poi incontrarsi di persona, innamorarsi e coronare il proprio sogno d’amore con l’unione civile, consacrata nella Sala del Tricolore dal celebrante per antonomasia, ovvero il presidente del Consiglio comunale Matteo Iori.
«Io sono nata e crescita a Reggio Emilia, lavoro come impiegata in un’azienda metalmeccanici della città - si presenta Elisa, contattata dalla Gazzetta -. Fengji studia a Modena, all’università un corso di lingua italiana. Ci siamo conosciute nel 2018 e lei è venuta qui per amore». Galeotto fu internet, dove le due ragazze si sono incontrate virtualmente perché fan dell’attrice Liu Yifei, che interpreta Mulan nel film della Disney. «Abbiamo iniziato a scambiarci impressioni su di lei - continua Elisa -. Poi ci siamo incontrate in Cina per la prima volta di persona: provavo diverse emozioni tra cui anche un po’ di ansia, perché era la prima volta che incontravo qualcuno conosciuto sui social. In seguito, Fengji è venuta a vivere qui, a Reggio Emilia. In Cina, la legge non prevede l’unione di omosessuali, ci sono altri tipi di riferimenti giuridici, ma non un legame così forte come quello con cui siamo unite ora. Siamo felici di esserci sposate nella stessa Sala dov’è nata la bandiera del Tricolore».
Dopo il rito in municipio, la coppia ha festeggiato in un ristorante cinese vicino alla stazione. «In Cina sarebbe stato assolutamente vietato - commenta il presidente del Consiglio comunale Iori -. Ed è molto bello che il nostro Paese permetta anche questa libertà: quella di amare chi si vuole. Ho avuto il grande piacere di unire civilmente Fengji Guo ed Elisa Yang. Elisa è nata e cresciuta a Reggio, mentre Guo è arrivata in Italia solo successivamente. Si sono conosciute e innamorate e ho formalizzato la loro unione davanti alla legge». Un’amica della coppia ha letto una lettera in cinese che parlava della capacità di amarsi delle due ragazze, nonostante le difficoltà che hanno dovuto superare. «Io mi sono permesso di richiamare la tradizione cinese con la parola “yuánfèn” - aggiunge Iori -. Parola che descrive l’incontro scritto dal destino, il filo invisibile che le ha condotte l’una all’altra e che le ha tenute insieme nonostante le difficoltà. È stata scritta una bella pagina di amore, di libertà, di democrazia». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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