Va a vivere in barca sul fiume Po: «Non riuscivo più a convivere con velocità e rumore. Ora la notte il Grande fiume mi culla»
Daniele Vezzali, 49 anni, da un anno e mezzo ha la residenza al Pontile di Boretto: «Grazie al Comune, con me ha creato un precedente»
Boretto Quando Daniele Vezzali mi dice «vieni a bordo», rispondo con «permesso». A chiedere «permesso» faccio bene: Vezzali infatti, 49enne che lavora in ambito sanitario, sulla sua barca ci vive. La Jalù, nome dell’imbarcazione ormeggiata al pontile San Marco di Boretto, è infatti la sua casa. «Ho preso qui la residenza: voi sulla carta d’identità avete scritta la via dove abitate. Il mio documento, invece, reciterà: pontile San Marco. Ma non preoccupatevi. Anche se vivo sull’acqua pago la Tari e le bollette, oltre all’ormeggio».
Ci fosse o a bordo anche un alligatore, se mai di nome Elvis, sarebbe proprio una scena di Miami Vice. «Niente coccodrilli. Al massimo siluri e qualche nutria». Un vicinato alternativo. Dopo qualche scherzosa battuta per rompere il ghiaccio, Vezzali si racconta e aprendosi, spiega cosa sta dietro a una scelta così fuori dagli schemi. «In un’esistenza caratterizzata da velocità e stimoli continui, io ho scelto il silenzio e la pace. La libertà che il Grande Fiume mi trasmette è impareggiabile: ho scelto la leggerezza della natura in un momento pesante della mia vita – si confessa –. Dovremmo imparare a vivere più in silenzio e senza aver paura della solitudine». «L’idea di vivere in barca – continua –, è nata un anno e mezzo fa. Mi sono reso conto di non riuscire più a convivere con la velocità e il rumore della quotidianità».
Detto, fatto. «La mia barca ha tutti i comfort di cui posso aver bisogno: una cucina, un bagno, un letto e il riscaldamento per l’inverno. La notte guardo le stelle e il Po mi culla. Questo senso di libertà è impagabile». «Con la mia scelta di vita voglio anche lanciare un messaggio: dimostrare che gli schemi si possono rompere. Ed inoltre, voglio anche ridare luce al Po. Del fiume si parla solo in due occasioni: quando ci sono le piene o quando è secco. Bisognerebbe invece raccontarlo ogni giorno, perché per secoli è stato fonte di vita». Le motivazioni emotive ed ideologiche di Vezzali sono chiare. Ma il suo sogno è stato reso possibile dalla collaborazione del Comune di Boretto: «Devo ringraziare l’Amministrazione comunale, che mi ha assecondato e ascoltato con un atteggiamento accogliente. Sono consapevole di aver creato un precedente». Le domande che ci si potrebbe porre possono essere le più disparate: e le zanzare? Ma d’inverno come fa? «Le zanzare stanno a terra – vi risponderebbe Vezzali –. Quelle poche che stanno sull’acqua si sono perse. E per la questione invernale, non lo so bene neanche io. Non mi preoccupano freddo e umidità, il riscaldamento e le coperte termiche ovviano al problema. Sicuramente dovrò convivere con un po’ di tristezza, ma sono fiducioso». Nella stagione estiva, invece, la compagnia non mancherà: «Voglio organizzare gite ed escursioni sul Po. La mia patente nautica e la mia barca permettono di trasportare fino a 12 persone, equipaggio compreso e ho anche 4 posti letto per soggiorni più lunghi. Sto creando il mio sito web che presto sarà pronto: vorrei offrire un’esperienza, più che un servizio. Ovviamente l’attività di navigazione sul fiume – conclude Vezzali – sarà complementare al mio lavoro. Non voglio togliere tempo ai miei pazienti». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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