L’allarme bomba a Villingen, le perizie psichiatriche e l’espulsione dalla Germania: cosa sappiamo di Jaber Naggay, fermato per terrorismo
Reggio Emilia, nell’inchiesta emergono i precedenti del 22enne: secondo una perizia in assenza di cure poteva commettere attentati anche solo come gregario
Reggio Emilia Dopo l’arresto con l’accusa di terrorismo e di aver manifestato propositi per fare un attentato in centro a Reggio Emilia e altrove, il caso di Jaber Naggay si sposta anche sul terreno delle sue condizioni psichiche.
L’avvocato Maurizio Colotto, difensore di Jaber Naggay, ha chiesto una perizia psichiatrica per il suo assistito – ricoverato fino a una decina di giorni fa al Centro di Salute Mentale di Reggio Emilia – ritenendolo incapace di intendere e di volere. Non si tratterebbe della prima valutazione sul suo stato: dall’ordinanza di convalida del fermo e di applicazione della misura cautelare in carcere emerge, infatti, che il 22enne era già stato sottoposto in passato a perizie, che avrebbero restituito esiti contrastanti.
Durante i periodi di detenzione in Germania, dove da Montecchio si era trasferito con la famiglia a 11 anni e da cui è stato espulso perché considerato socialmente pericoloso – motivo per cui, da gennaio, era rientrato a Reggio Emilia –, il giovane era stato più volte ricoverato in strutture psichiatriche. Mentre il professor Du Bois, in relazione ai fatti del 2022 – l’allarme bomba alla stazione di Villingen, la città tedesca dove viveva, che portò al suo arresto — aveva ritenuto immaginari i suoi contatti con esponenti dell’estremismo islamico, escludendo che la patologia incidesse sulla capacità di intendere e di volere, la dottoressa Schick, pur condividendo la diagnosi del collega, era giunta a conclusioni differenti. Secondo la specialista, infatti, il disturbo di Naggay rendeva “altamente probabile” che la sua “capacità di controllo fosse notevolmente compromessa ai sensi dell’articolo 21 del codice penale tedesco”. La stessa perizia aggiungeva che, “in assenza di misure terapeutiche”, il giovane avrebbe potuto “commettere ancora reati simili, come da lui stesso annunciato”. E ancora: “Data la palese mancanza di empatia”, non si può escludere che “un giorno possa partecipare a tali attività, anche solo come gregario, prendendo effettivamente parte ad atti di terrorismo o commettendo tali atti”. A.B. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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