Perché nessuno vuole gestire i chioschi dei parchi? Bandi rivisti, canoni ridotti e alcolici ammessi per attirare gestori
Reggio Emilia: da quello alle Caprette alla caffetteria della Reggia di Rivalta: ecco quali spazi aspettano di aprire e quali incentivi offre il Comune
Reggio Emilia All’improvviso l’estate è scoppiata, con temperature da luglio, ma i chioschi dei parchi sono ancora in cerca di gestore. Una corsa contro il tempo per il Comune di Reggio Emilia, che sta rilanciando i bandi con alcuni correttivi, per rendere più appetibili le chiamate. Sono tre i bandi emanati da piazza Prampolini negli ultimi mesi: due per il parco delle Caprette e uno per il nuovo chiosco della Reggia di Rivalta.
Nel parco del Crostolo, il polmone verde più amato dai reggiani è stato assegnato il prefabbricato (un parallelepipedo lungo e bianco) all’inizio del percorso: la Cooperativa Reggiana Educatori, impegnata nei servizi educativi e nell’integrazione scolastica, ha inaugurato con gli arredi realizzati all’interno del carcere grazie al progetto “SemiLiberi”, gestito dalla coop sociale L’Ovile. Scade invece domani – alle ore 13 del 28 maggio – il bando dell’altro chiosco, quello tradizionale in muratura a metà del percorso, vicino all’aeroplano e ai giochi per bambini. La concessione d’uso inserisce la possibilità di utilizzare parte dello spazio esterno come dehor: il gestore avrà a disposizione 300 metri quadrati da adibire a distesa estiva. La durata è di nove anni; il canone annuo a base d’asta è di 4.500 euro. «Abbiamo modificato le condizioni: abbassato il canone, ammesso il permesso di vendere alcolici che prima mancava e previsto la possibilità di aumentare la superficie coperta, perché molti lamentano che lo spazio è piccolo e manca il magazzino», spiega l’assessore Carlotta Bonvicini, con la delega ai parchi.
Per la nuova caffetteria bistrot della Reggia di Rivalta, prosegue Bonvicini, «essendo andato deserto per due volte il bando, si può procedere all’affido diretto: abbiamo un’interlocuzione in corso, contiamo di riuscire in un affidamento solo per quest’estate per poi rifare una gara in autunno». In realtà il secondo tentativo ha avuto un vincitore (Planeta Srl), che però non ha ottenuto l’aggiudicazione «perché ci chiedeva di provvedere all’arredo, il locale è vuoto». Anche in questo caso, il concorso è di nove anni. «Più si assicura un orizzonte a medio-lungo termine – aggiunge l’assessora Bonvicini –, più il privato può pianificare e fare investimenti in un’ottica futura».
Nonostante i paletti “rivisti”, trovare gestori si sta rivelando sempre più arduo per il Comune. «In generale penso che oggi le attività economiche abbiano molti più vincoli burocratici e amministrativi – riflette Bonvicini – Si tratta di luoghi dove è richiesto un presidio importante (il che vuol dire pagare due persone a tempo pieno), quindi se non si tratta di una conduzione familiare è complesso. Constatiamo che in questo periodo storico, con l’aumento dei costi delle bollette, si va a restringere il bacino d’interesse di questo tipo di attività». Per di più i chioschi lavorano tanto d’estate e poco d’inverno. «Certo la stagionalità ha il suo peso: anche se il parco delle Caprette è molto frequentato tutto l’anno. Tuttavia è un servizio sempre più apprezzato dalla cittadinanza, anche come presidio di socialità e di sicurezza: le persone vogliono vivere di più le aree verdi. La richiesta c’è. Peccato che si presentino pochi giovani». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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