Stop a Kanye West e Travis Scott: ora Milani lancia la class action per chi ha comprato i biglietti
Reggio Emilia, l’ex direttore artistico attacca C.Volo sui social e attiva un indirizzo mail a cui mandare le spese sostenute per i concerti del 17 e 18 luglio alla Rcf Arena
Reggio Emilia La decisione del prefetto Angieri di vietare i concerti di Kanye West e Travis Scott ha fatto definitivamente saltare il banco alla Rcf Arena. Quella che doveva essere l'estate d'oro del rap internazionale a Campovolo si è trasformata in una complessa battaglia legale. Il team di Hellwatt Festival, con a capo Victor Yari Milani, ex direttore artistico dell’evento, è uscito allo scoperto con un duro comunicato per dare la propria versione su un caso che ora rischia di finire in tribunale.
La rimozione dei due headliner dai palinsesti di luglio ha lasciato migliaia di fan nel caos. Dal team di Hellwatt l'affondo è diretto: la rinuncia a Travis Scott lascerebbe «assolutamente tante domande che ci auguriamo vengano chiarite dalle autorità», soprattutto perché, spiegano, «avendo cancellato Kanye West, non c'erano più problemi di incrocio dei flussi tra i due concerti». Secondo l'ipotesi sollevata dagli ex organizzatori, dietro lo stop ci sarebbero ragioni economiche e strategiche legate a un drastico calo dei biglietti venduti (scesi a quota 20 mila dopo i primi dissidi, contro i 70 mila inizialmente stimati per West), con il sospetto che adesso «le assicurazioni dovranno sborsare milioni di euro a C.Volo S.p.A., il quale forse non dovrà più pagare Travis Scott».
Il cuore della disputa risiede però nell'estromissione di Victor Yari Milani, fondatore del brand Hellwatt. Secondo la nota, Milani sarebbe stato allontanato perché il suo festival era «un progetto troppo grosso che poteva destabilizzare gli equilibri di un intero settore». C.Volo S.p.A. avrebbe tentato in ogni modo di fargli ridimensionare la portata dell'evento, non per budget, ma perché le imponenti scenografie avrebbero avuto «troppo impatto sul pubblico». Per aggirare la titolarità del marchio Hellwatt e i vincoli contrattuali, C.Volo ha successivamente modificato il nome della rassegna, prima in RCF Summer Shows e poi in Pulse of Gaia, affidandosi a Zamna Festival. Una mossa definita dal vecchio team come un tentativo di eludere le clausole, «ingannando così i consumatori che hanno comprato i ticket per partecipare a Hellwatt Festival e si sono ritrovati Pulse of Gaia a due mesi dall'evento».
Per tutelare gli acquirenti, Hellwatt ha attivato l'indirizzo classaction@hellwattfestival.com. L'obiettivo, supportato da un team legale internazionale, è chiedere a C.Volo il rimborso dei biglietti e di tutte le spese accessorie (voli e hotel) sostenute dai fan. «Non vi lasceremo soli di fronte a così tanta scorrettezza nei confronti di voi consumatori», promette lo staff. Mentre C.Volo e i nuovi gestori di Pulse of Gaia confermano la validità dei tagliandi per il nuovo format di luglio, Hellwatt guarda già al futuro, lontano da Reggio Emilia. Nonostante un tentativo in extremis di recuperare la data di Kanye West il prossimo 18 luglio 2026 «in una location vicina», il festival annuncia il definitivo addio al Paese: nel 2027 la kermesse si sposterà «fuori dall'Italia», e tutti i possessori di un biglietto Hellwatt 2026 avranno diritto all'ingresso gratuito. La parola passa ora agli avvocati.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google