Albinea, svaligiata la casa di un imprenditore: «Tre furti in un anno, hanno usato un piccone per sfondare la vetrata blindata»
Sabato sera (30 maggio), mentre si trovava in vacanza con la moglie, una banda composta da almeno quattro o cinque persone ha preso di mira la sua abitazione, mettendo a soqquadro alcune stanze prima di fuggire
Albinea «Per la terza volta in un anno i ladri hanno colpito casa nostra. E questa volta hanno addirittura usato un piccone per sfondare una vetrata blindata». Lo racconta con amarezza un imprenditore residente sulle colline di Albinea che chiede di restare anonimo. Sabato sera (30 maggio), mentre si trovava in vacanza con la moglie, una banda composta da almeno quattro o cinque persone ha preso di mira la sua abitazione, mettendo a soqquadro alcune stanze prima di fuggire. In casa non c’era nessuno. O meglio, il figlio stava rientrando da una cena mentre l’incursione era in corso. Grazie al sistema di allarme collegato ai sensori installati anche nel giardino, il proprietario ha seguito in diretta sul telefono quanto stava accadendo.
«Ho visto gli allarmi scattare in sequenza e ho subito capito che non si trattava di un animale. Ho chiamato mio figlio e gli ho detto: "Non ti azzardare a entrare in casa". Per fortuna mi ha ascoltato». I malviventi sono entrati dal lato più nascosto della proprietà. Uno di loro ha raggiunto il cancello, distante circa ottanta metri dall’abitazione, bloccandolo con una corda per impedire l’accesso di eventuali veicoli. Gli altri hanno preso di mira una grande vetrata blindata. Dopo averla colpita ripetutamente con un pesante piccone, hanno fatto leva fino a staccarla dai montanti e farla crollare all’interno della casa. «Dal primo allarme al momento in cui sono entrati sono passati otto o nove minuti. Si vede che erano organizzati. Quando sono arrivati avevano già un piano preciso». L’intera azione si è conclusa in circa quindici minuti.
Nel frattempo il figlio è arrivato all’ingresso della proprietà e ha iniziato a suonare il clacson per segnalare la propria presenza. I ladri hanno comunque avuto il tempo di rovistare in alcune stanze e di preparare le vie di fuga aprendo dall’interno le porte blindate. I danni sono pesanti. La vetrata è andata distrutta e, cadendo, ha colpito un tavolo antico di particolare valore, danneggiandolo gravemente. «I danni economici sono l’ultimo dei miei pensieri. Abbiamo un’assicurazione e dopo i precedenti furti non teniamo più nulla in casa. Quello che mi lascia sconfortato è il senso di abbandono». Il riferimento è alla poca presenza notturna delle forze dell’ordine. «Non è una accusa a nessuno, anzi. È però evidente che c’è una carenza strutturale. Di notte ci sono poche pattuglie a coprire un territorio ampio e chi subisce un furto si sente solo. Se in casa ci fossi stato io o se mio figlio fosse entrato, cosa sarebbe successo?». l© RIPRODUZIONE RISERVATA
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