«Renzi chi?», Calenda liquida il leader di Italia Viva sui concerti cancellati alla Rcf Arena
Reggio Emilia, non si è fatta attendere la risposta dell’esponente di Azione al video social in cui l’ex premier ha attaccato il prefetto e lo stesso Calenda
Reggio Emilia «Renzi chi?», è la lapidaria risposta di Carlo Calenda, interpellato dalla Gazzetta, al video social in cui il leader di Italia Viva attacca il prefetto e lo stesso Calenda per i concerti di Kanye West e Travis Scott cancellati alla Rcf Arena. Una risposta che sembra richiamare il "dissing" tra Eminem e Afrojack, uno degli artisti che dovrebbero esibirsi sul palco nel nuovo Pulse of Gaia Festival.
Il punto di vista di Italia Viva
Maura Manghi, segretaria provinciale Italia Viva, pur allineandosi alla posizione del suo leader, sposta l’attenzione sulla governance dell’Arena: «Bisogna ripensare a come la si sta gestendo. È assurdo che si arrivi a questa situazione a un mese dall’apertura del festival». Manghi sposa la tesi della critica al prefetto: «Condivido la posizione di Renzi. Questa situazione non si può decidere all’ultimo minuto». Per Manghi, l’episodio evidenzia una mancanza di professionalità: «Non si può continuare ad improvvisare. L’Arena va affidata a chi è capace di organizzare concerti e grandi eventi. Reggio è finita nell’occhio del ciclone: è una brutta figura a livello nazionale. Credo che su questo argomento si debba ragionare dal punto di vista professionale e non politico».
L’attacco di Azione
Claudio Guidetti, segretario regionale di Azione, attacca il leader di Italia Viva: «È tutto da ridere l’attacco di Renzi al prefetto, giunto da chi oggi fa l’influencer e si dimentica di essere stato un premier che invitava a proteggere le istituzioni. Carlo Calenda ha solo chiesto al ministro Piantedosi di pronunciarsi su Kanye West e lo ha fatto ascoltando Italia Viva più di quanto non abbia fatto Renzi, dal momento che Iv, a Reggio, scrisse che “abbiamo l’artista di maggior richiamo che oscilla fra l’antisemitismo violento e il disturbo mentale grave”. L’unica cosa che sorprende è che sia dovuto intervenire Calenda, quando i parlamentari reggiani di partiti a due cifre percentuali sono stati in silenzio per non impensierire il manovratore», racconta alla Gazzetta. Guidetti analizza i rischi legati alla mole dell’evento: «Il piano sicurezza che noi avevamo chiesto in diverse occasioni ha rilevato tutte le sue criticità. Gli organizzatori prevedevano due concerti a distanza di 24 ore che avrebbero dovuto portare quasi 200mila persone. Non è proprio una banalità la sicurezza di fronte a un evento così partecipato». Sul fronte dei contenuti, il coordinatore di Azione solleva un forte sbarramento ideologico contro Ye: «Siamo per la libertà di espressione, ma questa si ferma di fronte al rispetto della legge. In Italia, e a maggior ragione in una città medaglia d’oro per la Resistenza, è vietata l’apologia di fascismo. Non si può consentire tutto in nome di una libertà di espressione ad un artista che dice di essere bipolare e ha scritto una canzone intitolata “Heil Hitler”. Renzi lo sa? L’arte si ferma di fronte alla legge e al buon senso». Guidetti conclude chiedendo trasparenza: «Perché il piano di sicurezza non è stato mostrato? Si è persa una grande opportunità. Ora occorre mettere mano alla gestione dell’Arena per far sì che questo gioiello possa essere favorito per la città, facendolo con trasparenza e intelligenza. Quindi Renzi lasci perdere le strumentalizzazioni per il facile consenso. Ritiene che abbia sbagliato il governo francese, quello australiano, quello polacco? Il prefetto avrà avuto informazioni di cui noi non disponiamo. Non credo sia stata una decisione leggera». Solidarietà al prefetto è stata espressa anche da Marco Eboli, presidente dell’Associazione culturale Balder.
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