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La tragedia

Una fiaccolata e un torneo di calcio per ricordare Henry annegato nel Crostolo a 14 anni

Ambra Prati
Una fiaccolata e un torneo di calcio per ricordare Henry annegato nel Crostolo a 14 anni

Reggio Emilia, l’iniziativa è organizzata dai coetanei di via Paradisi, dove il giovane viveva con la madre, prima del funerale fissato per il 13 giugno

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Reggio Emilia Una fiaccolata in memoria di Henry Kojo Tawia, il 14enne di origini ghanesi (nato e cresciuto qui) annegato nel torrente Crostolo il 30 maggio scorso. È l’iniziativa che stanno organizzando i coetanei di via Paradisi, oltre a una partita o a un torneo di calcio a lui intitolata ipotizzata dalla società in cui militava, la Reggio United. Da definire la data della fiaccolata: gli attivissimi ragazzi del quartiere si riuniranno oggi (2 giugno) per organizzarla.

L’iniziativa potrebbe svolgersi questa settimana oppure - più probabile - la prossima settimana, prima del funerale. Le esequie sono state fissate tra due settimane, per consentire lo svolgimento dell’autopsia. Sabato 13 giugno alle 8 la cerimonia si terrà al cimitero di Coviolo e alle 10 il feretro partirà alla volta del cimitero di Cadè, dove il 14enne sarà tumulato. Per il pomeriggio, poi, è previsto un rinfresco, secondo le usanze ghanesi, dove sono attese ben 500 persone, l’intera comunità ghanese. Perciò si sta sondando la disponibilità del Binario49, una delle poche strutture in zona in grado di assicurare una simile capienza.

La vicenda

Sabato scorso, prendendo spunto da un video su Instagram, un gruppo di cinque giovanissimi ha deciso - anziché andare a scuola e senza avvisare i genitori - di fare il bagno nella "diga" del Crostolo, in realtà una briglia in cemento raggiungibile da via Bedeschi a Rivalta tramite un sentiero ghiaiato di un chilometro. Henry, il miglior amico 14enne, un 16enne e altri due ragazzini italiani (che conoscevano il più grande, non i primi due) hanno fatto spesa e sono arrivati sul posto alle 10.10. Secondo il racconto del miglior amico subito hanno fatto il bagno: Henry ha detto di non saper nuotare e che non voleva entrare in acqua, poi ci ha ripensato e per bagnarsi i piedi ha camminato in 80 centimetri d’acqua. Al terzo passo è caduto in una buca profonda oltre due metri e ha iniziato a gridare «aiutatemi, aiutatemi»: il 14enne lo ha raggiunto e gli ha afferrato la mano, tenendo con l’altra mano il 16enne e tentando una catena umana, ma a un certo punto gli amici hanno dovuto mollare la presa. «Ho cercato di salvarlo, ma non ci sono riuscito», ha detto in seguito il 14enne. La vittima abitava con la madre Joy (il padre è ricoverato in una struttura dopo un ictus che lo ha colpito un anno fa) in via Paradisi, dove aveva partecipato come volontario all’iniziativa di abbellimento del quartiere, giocava a calcio con la maglia Reggio United e da grande voleva diventare perito elettrico.

Le reazioni

Ieri mattina (1 giugno) l’assessore alla Cura della città Davide Prandi e il sindaco Marco Massari hanno fatto una visita di condoglianze alla madre, distrutta dal dolore. Al sindaco, che ha portato la vicinanza dell’amministrazione comunale, è stata chiesta la disponibilità di un mezzo per disabili per portare il padre, in carrozzina, al funerale: è il desiderio espresso dalla madre e dalle zie di Henry. Massari ha promesso il suo interessamento. Nel frattempo cresce l’ondata di solidarietà per dare un supporto concreto ai familiari di questa giovane vita spezzata troppo presto. Mentre prosegue la raccolta fondi - lanciata sulla piattaforma Gofundme.com con l’obiettivo di raggiungere i diecimila euro, in modo che la madre possa affrontare le spese del primo periodo -, la comunità ghanese sta facendo una colletta per le spese del funerale. Anche i compagni di scuola sono intenzionati a contribuire: parte dell’incasso di una festa di fine anno, già prevista in precedenza, sarà devoluto ai familiari. Ieri mattina, nella succursale dell’istituto professionale Nobili di via Trento e Trieste, il responsabile ha espresso il proprio dolore: «Abbiamo riflettuto sull’accaduto in classe, i ragazzi hanno capito». l© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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