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Il ricordo

Il figlio di Sergio Subazzoli: «Papà era buono, capace e altruista. Per noi è stato un grande esempio»

Miriam Figliuolo
Il figlio di Sergio Subazzoli: «Papà era buono, capace e altruista. Per noi è stato un grande esempio»

Novellara: Fabio è uno dei figli del 92enne. La sua una famiglia allargata, molto unita

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Novellara «Le sue grandi mani, capaci di guidare un aereo e di impagliare una sedia, dicono tanto di questo uomo buono e altruista». Così il figlio Fabio ricorda Sergio Subazzoli, noto poeta e scrittore, scultore, ma anche artigiano, operaio e tecnico, pilota di aerei leggeri, che fu anche consigliere comunale.

Il cordoglio e gli omaggi alla memoria di Subazzoli, morto all’età di 92 anni, sabato 30 maggio 2026, all’ospedale civile di Guastalla, si moltiplicano. A tracciare un quadro personale di un uomo semplice, di grande intelligenza e determinazione, è proprio il figlio. «Diceva sempre che “ci sono cose che vanno preservate”: tra queste il dialetto e l’arte di impagliare – racconta –. Lui le trasmetteva agli altri nel suo laboratorio (l’Atelier di San Bernardino) senza scopo di lucro. Per noi è stato un faro, un esempio da ammirare, soprattutto vedendo la riconoscenza che gli viene tributata da tante persone. In molti in queste ore ci sono venuti a trovare, dalle autorità, alle persone comuni, ai suoi allievi...».

Un uomo generoso, Subazzoli, dal grande ingegno e anche simpatia come quando, racconta il figlio, «fece uno scherzo a quello che poi è diventato suo cognato, mio zio, lasciando la consolle durante un volo: “l’altro giorno ti ho visto con mia sorella sai...” gli disse». Qualche attimo di puro brivido, finito subito e pacche sulle spalle.

Poi racconta della passione per il volo del papà. «Gli venne durante la guerra – dice –. Guardando passare i cacciabombardieri. Sua madre, si raccomandava di non sporgersi dalla finestra, che se lo vedevano le bombe le tiravano giù. Lui allora da sotto il muro li guardava riflessi in uno specchietto. A pensarci, vengono i brividi: se da lassù avessero visto il baluginare dello specchio...». Tale era la passione che per un periodo della vita Subazzoli mantenne due attività, quella di pilota (che portò avanti per dieci anni) e quella gestita con la prima moglie Flaminia Magnani, mamma di Fabrizio e Fabio, che li lasciò molto giovane a causa di una malattia.

«Fino al 1985 insieme gestirono il bar-ristorante, l’area di servizio e lo spaccio della Cooperativa di San Bernardino – ricorda il figlio –. Poi ci fu l’impiego alla Tecnogas di Gualtieri, grazie a un brevetto conseguito durante il lavoro al caseificio. E gli ultimi anni di lavoro a Guastalla a “Tutto per l’imballo”. Quando mamma si ammalò, per prendersene cura papà andò in pensione anticipata».

Anche quelli furono anni difficili, dai quali Subazzoli riuscì a rialzarsi, fino a quando galeotti furono l’arrivo delle Frecce Tricolore all’Aeroclub di Reggio Emilia, e un’amicizia in comune. Proprio durante il volo a margine di quell’evento Subazzoli conobbe Carla Morellini, già mamma di Alessandro e Alessandra. I due si sposarono e ne nacque una famiglia allargata e molto unita.

«Sergio Subazzoli ha fatto il suo ultimo “volo”, come ha detto la moglie Carla, che lo ha amorevolmente sorretto e accudito», scrive il professore Franco Bonilauri nel suo affettuoso commiato: «Da te, caro Sergio, ho imparato ciò che lo studio non avrebbe mai potuto insegnarmi». In tanti porteranno lo stesso amorevole tributo oggi 3 giugno 2026 al poeta artigiano. Il corteo funebre, prima della messa alle 10 nella chiesa di San Bernardino, farà tappa al suo amato Atelier dove a ricordarlo saranno anche gli ex sindaci Sergio Calzari e Elena Carletti. l


 

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