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Negozi chiusi e microcriminalità: il piano di Confcommercio Reggio Emilia per salvare i quartieri

Negozi chiusi e microcriminalità: il piano di Confcommercio Reggio Emilia per salvare i quartieri

Il 75% degli imprenditori invoca più presidi. La presidente Soncini: «Così proteggiamo la libertà di impresa e la comunità».

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Reggio Emilia Confcommercio Reggio Emilia, in occasione della tredicesima edizione della Giornata nazionale "Legalità, ci piace! ", ha organizzato l’incontro, "Più negozi e più sicurezza per contrastare la desertificazione e far crescere la comunità". L’evento ha offerto un’occasione di confronto tra il mondo delle imprese, le istituzioni e le forze dell’ordine locali sulla vivibilità del territorio reggiano. L’incontro si è aperto con una diretta streaming dalla sede nazionale di Confcommercio, con gli interventi del presidente Carlo Sangalli e del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, seguiti dalla presentazione di un’approfondita analisi sui fenomeni illegali che colpiscono le imprese del terziario, con un focus specifico sui reati predatori e una serie di rilevazioni per macroaree geografiche.

È emerso con chiarezza il valore sociale delle attività di prossimità: per Confcommercio, un negozio aperto non è solo un’unità economica, ma rappresenta il primo presidio di controllo sociale e vitalità per la cittadinanza. Questa visione è confermata dai dati: il 54,2% delle imprese ritiene che la presenza di locali sfitti o chiusi possa favorire fenomeni di microcriminalità e vandalismo, rendendo i quartieri più vulnerabili. L’analisi evidenzia come la percezione della sicurezza nel Nord Est sia un tema centrale per lo sviluppo del terziario. Il 30% delle imprese della macroarea segnala una variazione nei livelli di sicurezza nell’ultimo anno, un dato che invita a mantenere alta l’attenzione sulla protezione delle attività economiche. Tra i fenomeni monitorati con maggior attenzione figurano i furti, indicati come preoccupazione principale dal 37,3% delle persone intervistate, e le sfide legate alla gestione della cosiddetta "mala movida", che il 37,8% delle imprese associa al rischio di degrado urbano e atti vandalici.

Per rispondere a queste sfide, Confcommercio promuove una strategia basata sulla collaborazione e l’innovazione. Tra le principali richieste emerse durante l’incontro figurano i presidi di prossimità. Il 75,1% delle imprese concorda sulla necessità di rafforzare la presenza di forze dell’ordine e polizia di quartiere nelle zone più sensibiliÈ stato richiesto un sostegno agli investimenti, con la proposta di introduzione di agevolazioni fiscali e bonus per le imprese che scelgono di investire in sistemi di sicurezza che contribuiscano anche alla protezione collettiva dell’area urbanaInoltre, il 68,4% degli imprenditori ritiene fondamentale segnalare e denunciare ogni episodio illecito per consentire un intervento efficace delle forze dell’ordine.

«La sicurezza urbana - ha sottolineato la presidente provinciale Confcommercio, Monica Soncini - è una politica economica. Proteggere le imprese significa garantire la libertà di iniziativa e la qualità della vita di tutta la comunità reggiana. Confcommercio Reggio Emilia è a fianco delle imprese del commercio di Reggio Emilia, con strumenti e progetti concreti. Posso citare la nuova convenzione con il corpo Guardie Giurate, che offre un servizio di sicurezza di grande affidabilità ad un prezzo esclusivo agevolato. Oppure gli interventi che abbiamo sollecitato al Comune su viale 4 Novembre, con progettualità dettagliate e partner di alto profilo». l© RIPRODUZIONE RISERVATA

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