Sicurezza a Reggio Emilia, furti in aumento del 16% in un anno: «Ma nel 2026 i reati generali sono in calo»
Il bilancio delle attività dei carabinieri per la celebrazione dei 212 anni
Reggio Emilia I furti in abitazione rappresentano la principale criticità nel bilancio della sicurezza locale: in tutta la provincia sono aumentati del 16% in un anno (da 1.966 a 2.280), un incremento che ha colpito duramente anche Reggio Emilia (+17,2 %, salendo da 675 a 791). Si osserva tuttavia un segnale di frenata nei primi cinque mesi, dovuto anche a una rimodulazione dell’attività preventiva e a più efficaci investigazioni.
Proprio l'analisi di questi delitti denunciati e dell’attività di contrasto è stata presentata in occasione della Festa dell’Arma dei carabinieri, strutturandosi sul confronto di due periodi: l’ultimo anno (giugno 2024 - maggio 2025 in confronto al periodo che va dal giugno 2025 al maggio scorso) e i primi cinque mesi dell’anno corrente (gennaio-maggio 2025 e 2026). La cerimonia per commemorare i 212 anni di vita dell’Arma si è svolta ieri (5 giugno) ai Chiostri di San Pietro. Una cerimonia militare, fortemente sentita, che ha visto la partecipazione di autorità civili e militari, dei familiari, del personale dell’Arma in congedo, dei cittadini e di numerosi studenti. Ieri mattina si è svolta una cerimonia commemorative in suffragio di tutti i caduti dell’Arma che ha visto il comandante provinciale Orlando Hiromi Narducci, con tutti gli ufficiali della sede, al comandante della stazione di Reggio Emilia principale e a un militare del ruolo brigadiere e appuntati e carabinieri deporre una corona nella lapide del Comando provinciale in memoria del carabiniere Leone Carmana Medaglia d’Oro al Valor Militare a cui è intitolata la caserma di Corso Cairoli.
Sui dodici mesi, i delitti commessi in tutta la provincia sono scesi da 22.180 a 21.181, segnando un calo del 4,5%. Di questo volume di denunce, l’Arma ha proceduto per 18.172 delitti, assorbendo circa l’85,8% di tutti i reati denunciati. Nei primi cinque mesi del 2026, l’incidenza dell’Arma è salita al 90,4% (7.406 reati su 8.196). Incrociando i dati con la popolazione residente (532.237 abitanti in provincia, di cui circa il 32% nel capoluogo), emergono due realtà. Reggio Emilia concentra il 47,7% di tutti i reati (10.103 delitti su 21.181). Di conseguenza, il rischio statistico nel capoluogo è più alto (circa 5.862 reati ogni 100mila abitanti) rispetto alla media della provincia (3.980 reati ogni 100mila abitanti). Dinamica comune a tutti i centri di media grandezza.
Il calo è trainato dalla città: sebbene qui vi siano tassi più alti, è proprio il capoluogo a guidare la flessione. Sui dodici mesi, i delitti in città sono diminuiti dell’8,6% (da 11.056 a 10.103). L’aspetto più incoraggiante deriva dall’analisi a breve termine sui primi cinque mesi dell’anno, paragonati allo stesso periodo del 2025, che mostra una fortissima accelerazione del calo dei reati. A livello provinciale, i delitti nel periodo sono crollati del 12,9% (da 9.407 a 8.196). Nel capoluogo la diminuzione è stata del 21,6% (da 4.950 a 3.880 reati).
In merito ai reati contro la persona si registra un netto arretramento dei crimini violenti in provincia. Gli omicidi volontari si sono azzerati passando da tre a zero, le lesioni dolose sono in calo (da 623 a 596) e le violenze sessuali scendono del 30% (da 63 a 44). Le truffe e le frodi informatiche sono sostanzialmente stabili nel dato annuale (da 2.070 a 2.037), mostrano invece un crollo del 19,2% nei primi cinque mesi di quest’anno. Il numero di rapine è stabile nel totale provinciale (247 contro 243), ma in città sono in aumento del 13,2%, passando da 159 a 180. Questo significa che il 74% di tutte le rapine della provincia avviene nel territorio del capoluogo. Si segnala tuttavia un’efficace azione di contrasto con un 60% circa di rapine scoperte nei primi cinque mesi. l© RIPRODUZIONE RISERVATA
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