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Il nodo parcheggi

Sosta e Ztl: Parma vince la sfida dell'accessibilità al centro storico, Reggio senza la carta Zucchi

Massimo Sesena
Sosta e Ztl: Parma vince la sfida dell'accessibilità al centro storico, Reggio senza la carta Zucchi

Le principali differenze tra le due città confinanti. Oltre Enza ci sono diversi parcheggi multipiano a ridosso del centro

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Città che vai, parcheggi che trovi. O non trovi, dipende. Con l’avvicinarsi dell’estate, in Comune a Reggio si è fatta ancora più intensa la ricerca di soluzioni che possano riempire il centro storico. E una delle carte che risultano da sempre decisive, al di là dell’offerta (di locali, di eventi, di shopping), ca va sans dire, è quella della accessibilità al centro storico. Soprattutto la sera. E da questo punto di vista, il confronto tra Reggio e le città vicine è inevitabile. «A Parma, la sera si può arrivare in centro in auto perché dalle 19.30 i varchi d’accesso alla Ztl vengono disattivati». Non è inusuale sentire questi commenti, soprattutto da chi vive a Reggio ma non in centro storico e, quand’anche decidesse di non passare l’Enza per trascorrere una serata, scegliendo invece di restare a Reggio si troverebbe comunque in difficoltà dovendo muoversi con l’auto.

Trova le differenze

Al netto del campanile, della rivalità atavica e delle oggettive differenze tra “bagoli” e “teste quadre”, sulla gestione della sosta e in generale sulla mobilità e il trasporto pubblico, siamo di fronte a due diverse visioni del mondo. Basti pensare che mentre si discute di un’unica azienda di trasporto pubblico regionale, Parma continuerà a...ballare da sola con la sua Tep. E anche sulla gestione delle aree di sosta, per la verità, le differenze non mancano. Per quanto riguarda l’accesso al centro storico da parte dei non residenti, anche a Reggio è consentito dopo le 20, ma soltanto per il transito e non per la sosta che invece è riservata soltanto a coloro che risiedono dentro l’esagono, che quasi coincide con la zona a traffico limitato. Restano fuori dalla Ztl i cosiddetti assi di attraversamento: viale Montegrappa che consente di raggiungere via Toschi e via Giorgione, ma anche via Emilia San Pietro, via Dante e via Roma. A Parma i varchi si spengono alle 19.30 e l’accesso è consentito, così come la sosta che però è a pagamento e chi non è residente, deve cercare gli stalli “blu”, facendo attenzione a non parcheggiare sopra le strisce bianche e blu che delimitano gli stalli riservati alle auto dei residenti. Invero, per chi decidesse di passare la serata nel centro di Parma, non esistono soltanto i parcheggi a raso: chi vive la movida parmigiana ha provato, almeno una volta, anche i parcheggi multipiano. E a Reggio? In questo momento, la nascitura società per la gestione dei parcheggi cittadini (emanazione di Act) ha in pancia un potenziale parcheggio multipiano, l’ex Gasometro, attualmente fruibile soltanto per uno dei tre piani di cui si compone. Per il resto, si potrebbe dire, con una battuta, che l’idea di un park multipiano ce la siamo giocata consegnandolo al privato che l’ha costruito sotto piazza della Vittoria, la Reggio Parcheggi Spa di Filippo Lodetti Alliata.

Asset strategici

Peccato che nel progetto originario, la giunta comunale di allora, guidata da Graziano Delrio avesse sottoscritto un project financing che prevedeva, per l’aggiudicatatario, la gestione della sosta a pagamento nel parcheggio a raso dell’ex Caserma Zucchi e la vendita dei posti auto nel park sotterraneo (e multipiano) dell’attigua piazza della Vittoria. Patti scellerati si chiamerebbero oggi, con il parcheggio sotterraneo di piazza della Vittoria che – nato tra mille polemiche e nonostante l’opposizione di comitati inferociti – oggi, a distanza di oltre dodici anni – ha ancora uno dei piani da collocare sul mercato e il parcheggio a raso della Zucchi che quasi quotidianamente regala proteste e malumori per i disservizi (dell’ultimo caso ne abbiamo riferito proprio sull’edizione di ieri) che offre agli automobilisti.

Va detto che in questi mesi la giunta guidata da Marco Massari ha percorso e sta percorrendo tutte le strade per riappropriarsi di un asset ritenuto strategico per il futuro del centro storico come il parcheggio che sta dietro Palazzo Dossetti. Soltanto qualche giorno fa, l’assessora comunale alla mobilità sostenibile Carlotta Bonvicini e la dirigente dell’Unità di progetto “Città storica”, Irene Manzini Ceinar, erano a Torino per presentare il progetto di rigenerazione del sistema urbano dell’area ex Caserma Zucchi, Università Dossetti – Parco del Popolo alla conferenza Cities Mission Conference. Il progetto prevede infatti importanti opere di riqualificazione ambientale attraverso una grande operazione di de-impermeabilizzazione del suolo e sistemi drenanti, e implementazione di nuove alberature. Tutto bellissimo, meritevole di premi e menzioni a livello internazionale. Peccato che si tratti di un bene di cui il Comune, oggi, non ha piena disponibilità.

Il braccio di ferro

È a questo che punta la giunta Massari: con gli incarichi assegnati alla società di consulenza Deloitte di Milano e allo studio tecnico Sgt Associati, il Comune è determinato a chiudere i rapporti con la società di Lodetti Alliata, riappropriandosi di due aree di sosta che davvero potrebbero costituire la svolta nel rilancio del centro storico. Del resto, non è un mistero per nessuno che – senza la gestione di quel pezzo di parcheggi – molti progetti su cui la giunta Massari ha puntato per chiudere il primo mandato in modo positivo rischiano di non concretizzarsi. Pensiamo al trasporto pubblico locale che potrebbe trarre giovamento da introiti nuovi per le casse comunali. Ma pensiamo soprattutto a tutte le velleità di rivincita per un centro storico che va rianimato. Invero, una volta risolto ogni contratto con la Reggio Parcheggi Spa, il Comune potrebbe finalmente dar corso a quel progetto di riqualificazione dell’area della ex Zucchi dando a quell’area quelle caratteristiche di vivibilità e sicurezza che oggi in quell’area mancano, soprattutto la sera. Ma soprattutto riporterebbe sotto l’egida della neonata società in house un pezzo fondamentale del piano sosta e degli stessi progetti di rilancio del centro storico. Prima però, occorre che il dossier “Zucchi-Vittoria” affidato al capo di gabinetto del sindaco, Marco Pedroni, si chiuda al più presto, possibilmente evitando un bagno di sangue per la buonuscita che Lodetti Alliata sembra voler esigere in questa trattativa.

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