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Il caso

Trovato morto nel Secchia: c’era qualcuno con lui?

Stefania Piscitello
Trovato morto nel Secchia: c’era qualcuno con lui?

Jaouad Zraidi, 37 anni, abitava a Fellegara di Scandiano. Il ritrovamento a Prignano nel Modenese. Si indaga anche per capire se era andato solo al fiume

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Scandiano C’è un fascicolo aperto in procura per la morte di Jaouad Zraidi, il 37enne residente a Fellegara di Scandiano trovato privo di vita, domenica pomeriggio, nel letto del fiume Secchia all’altezza di Prignano, sulla sponda modenese. Una delle ipotesi è che l’uomo fosse andato lì per fare un bagno. Potrebbe essere annegato sabato e, al momento, gli inquirenti stanno cercando di capire se insieme a lui vi fossero altre persone che, nel momento in cui lui è finito sott’acqua, magari spaventate, si sono allontanate.


Il corpo, notato da un pescatore domenica intorno alle 18.30, era nel letto del fiume, incastrato tra le radici. Poco distante, dietro una roccia, sono stati trovati i suoi effetti personali: già sabato sarebbe scattata una segnalazione prima al 112 e poi alla caserma dei carabinieri di Sassuolo da parte di una coppia che aveva notato i vestiti abbandonati lì. C’era anche la macchina, recuperata nella serata di sabato e restituita già ai familiari. Su questo aspetto verranno effettuati accertamenti.


Il corpo del 37enne, inizialmente non identificato, è stato riconosciuto da suo fratello. Da un primo esame esterno non sono stati rilevati segni di violenza, quindi spetterà a verifiche più approfondite fare luce sulle cause della morte. Al momento nessuna pista è esclusa, anche se quella più battuta sarebbe quella dell’annegamento – magari per un malore, o per un tragico incidente. Siamo in via Sassuolo Terzo Tronco, località Castelvecchio. Lì dove scorre il fiume Secchia – tra la diga e la Rupe del Pescale –, è stato imposto il divieto di balneazione. Troppo pericoloso: ci sono punti in cui l’acqua è profonda e può quindi ingannare, soprattutto chi non conosce le insidie del fiume.

Sabato una coppia che passava di lì ha notato gli effetti personali e – secondo quanto riferito – avrebbe dato l’allarme. Ma sul posto non sarebbe arrivato nessuno, fino a quando poi domenica intorno alle 18.30 un pescatore ha visto il corpo. A quel punto per il recupero sono intervenuti carabinieri, sommozzatori dei vigili del fuoco e si è alzato in volo anche l’elicottero Drago. La salma, priva di vita, è stata affidata alla Medicina Legale di Modena e, poco dopo, è arrivata la conferma: i documenti trovati poco più in là appartenevano proprio a lui. A occuparsi delle indagini sono i carabinieri che stanno cercando di ricostruire la vicenda: l’ipotesi è appunto che sabato il 37enne si sia recato al fiume e, magari per rinfrescarsi, abbia deciso di fare il bagno. Poi la tragedia: ma quello che si vuole capire è se insieme a lui ci fosse qualcun altro, magari un amico o un conoscente, che però non avrebbe dato l’allarme. In caso affermativo, allora, si potrebbe trattare di omissione di soccorso.

Tuttavia per il momento non ci sono nomi iscritti sul registro degli indagati e neppure un’ipotesi di reato. Certamente si stanno svolgendo approfondimenti e risposte potranno arrivare anche dal cellulare di Zaoudri. L’uomo aveva qualche precedente per spaccio e viveva in via Brugnoletta a Fellegara. Gli investigatori ora si occuperanno di ricostruire la rete delle sue conoscenze e amicizie. Ieri mattina i carabinieri sono tornati sul posto per un sopralluogo dopo che in zona è stato trovato un sacchetto con carta da forno contenente quella che sembrava essere droga. Sostanza che è stata sequestrata e su cui verranno fatti accertamenti per capire chi l’abbia portata lì; intanto quel che emerge da questo ritrovamento è che la zona, pur impervia, è frequentata. Nell’area infatti sono presenti anche segni di bivacco e rifiuti.  

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