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Concerti annullati

Rcf Arena, l’allarme di Enac: «Se non funziona, si può arrivare alla revoca della concessione»

Evaristo Sparvieri
Rcf Arena, l’allarme di Enac: «Se non funziona, si può arrivare alla revoca della concessione»

Reggio Emilia, Pierluigi Di Palma, presidente dell’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile: «Il gestore si impegni a farla funzionare per il meglio»

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Reggio Emilia «Se nell’ambito della concessione da parte di Enac al gestore questa area concertistica è stata data a garanzia dell’equilibrio economico per la parte aeronautica, è evidente che il gestore si deve impegnare a farla funzionare per il meglio. In caso contrario, potrebbero esserci anche gli estremi per la revoca della concessione». Che la Rcf Arena sia una rarità è fuor di dubbio. Ne è consapevole anche Pierluigi Di Palma, attuale presidente dell’Enac - l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile -, che di fatto gestisce la proprietà dell’intero Campovolo, sorto su un terreno demaniale aeronautico. Ma è fuor di dubbio anche la richiesta che l’Arena debba funzionare al meglio, in virtù della concessione tutta reggiana che ha reso possibile la sua costruzione. Musica in un aeroporto. Era un sogno quasi inimmaginabile qualche anno fa. Poi, passo dopo passo, il sogno è diventato realtà. Ci sono stati concerti e mega eventi per quello che è diventato un gioiello della musica live - la Rcf Arena -, ora incappata in una debacle senza precedenti. E sul cui futuro - al netto delle polemiche - in tanti chiedono risposte.

Risposte attese anche per ricostruire ciò che è davvero accaduto, con la cancellazione di tutti gli eventi dell’ex Hellwatt, poi diventato Pulse of Gaia. A cominciare dallo stop ai discussi live di Kanye West e Travis Scott. «Generalmente i concerti negli aeroporti sono occasionali», dice Di Palma, che si mostra perplesso di fronte a quanto avvenuto a Reggio. Cita altri eventi organizzati negli aeroporti, ricordando anche le feste dell’Unità organizzate al Campovolo e sottolineando la peculiarità reggiana dell’Arena, nata ormai dieci anni fa, quando lo stesso Di Palma non era ancora alla guida dell’Ente. «Se nell’ambito della concessione da parte di Enac al gestore questa parte concertistica è stata data a garanzia dell’equilibrio economico per la parte aeronautica, è evidente che il gestore si deve impegnare a farla funzionare per il meglio. In caso contrario, potrebbero esserci anche gli estremi per la revoca della concessione», ribadisce.

Ma cosa prevede la convenzione? E come è nata l’Arena più bella d’Europa, ora finita nella bufera? Un progetto che operativamente affonda le sue radici nel 2015, quando viene firmata la subconcessione tra Enac e la società Aeroporto - partecipata di Comune, Provincia e Camera di Commercio - per la gestione dell’intero Campovolo, diviso in un’area operativa e in una non operativa. È proprio su quest’ultima, votata agli eventi, che sorgerà poi l’Arena, grazie a un project financing pubblico-privato che ottiene 1,7 milioni di euro di fondi europei Por-Fesr: un progetto da oltre dieci milioni di euro, che vede capofila una cordata di imprenditori capitanata da Coopservice, la quale ottiene poi tramite gara la costruzione e la gestione dell’intera infrastruttura. Nel luglio 2017 il raggruppamento guidato da Coopservice si è aggiudicato la gara. Nel marzo 2018 è stata costituita C.Volo come società di progetto.

Il finanziamento, la costruzione e la gestione dell’Arena sono così affidati a C.Volo per 18 anni, fino al 2035, al netto di eventuali proroghe legate al periodo Covid. Una concessione a fronte della quale viene corrisposto alla società Aeroporto un canone annuo di 140.000 euro, reinvestito nella sede aeroportuale. Ma, mentre gran parte della città parla ormai di figuraccia internazionale, quanto può influire la cancellazione dei concerti sul futuro della concessione? Di certo la società Aeroporto non incasserà circa 100 mila dai parcheggi dei fan che sarebbero venuti all’Arena. L’amministratore unico della partecipata, Paolo Rovatti, si mostra però fiducioso: «Non siamo in difficoltà per il 2026: un anno lo bilanciamo bene, alla luce degli investimenti in atto con Enac, come per esempio l’impianto fotovoltaico da 70.000 euro l’anno, per il quale abbiamo già avuto l’approvazione tecnica. La nostra sofferenza è legata all’Arena: è meravigliosa, vorrei vederla andare bene. Dispiace che non ci siano eventi. È una struttura unica. Altrove - Imola, Ferrara - si sono inventati aree per concerti, ma un’area così ce l’abbiamo solo noi. Speriamo nel futuro. Altrimenti sì, arriverebbero anche i problemi di bilancio». l© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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