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Festival annullato

Rcf Arena, C.Volo in commissione: «Pronti sulla sicurezza, poi lo stop del prefetto. Senza Kanye West e Travis Scott è saltato tutto»

Alice Tintorri
Rcf Arena, C.Volo in commissione: «Pronti sulla sicurezza, poi lo stop del prefetto. Senza Kanye West e Travis Scott è saltato tutto»

Reggio Emilia, la società che gestisce la struttura e Comune respingono le accuse. Restano senza risposta i quesiti su costi, biglietti e cause dell’annullamento

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Reggio Emilia Sulla sicurezza dicono che erano pronti. Poi lo stop del prefetto a Kanye West e Travis Scott, con un effetto domino sulle altre date. Due ore di domande. Incalzanti, ininterrotte. Le risposte, difficili, arrivano a volte a singhiozzi. Le questioni più spinose restano irrisolte. L’Hellwatt Festival è saltato in aria, ma non si sa il perché.

La Commissione consiliare, convocata ieri sera su richiesta di Coalizione Civica e dei partiti d’opposizione e su suggerimento di Cisl non ha dato le risposte sperate. La sorpresa più grande è stata la partecipazione di C.Volo, annunciata soltanto giovedì con un dietrofront che ha reso felici i partecipanti. Il presidente Andrea Cattini, Paolo Vettorello e Vittorio Dellacasa hanno preso parte alla riunione, rendendosi disponibili a chiarire i punti sollevati dai rappresentanti politici, dai sindacati e dalle associazioni. Una posizione tutt’altro che semplice, visto anche il clima incandescente della seduta consiliare. Che i toni si sarebbero accesi, era ed è rimasta l’unica certezza in Commissione. Le domande sono tantissime e le più disparate. Quali sono i rapporti formali che legano Comune, C.Volo, Enac e gli organizzatori del festival? Nessun legame tra C.Volo e il Comune. Il rapporto di convenzione esistente è con Enac, che pochi giorni fa, alla Gazzetta aveva parlato di una possibile revoca della concessione. A Cattini non risultano però «notizie né sentori di una possibile rottura». C.Volo sarebbe infatti «pienamente adempiente».

È stato domandato quali siano stati gli elementi che hanno portato all’ingaggio e poi al divorzio con l’ex direttore artistico, Victor Yari Milani. In quali modalità, tempistiche, forme avverrà il rimborso delle spese degli spettatori a seguito della sospensione dei concerti? Anche qui, niente di nuovo: il rimborso sarà fatto tramite le piattaforme Vivaticket e Ticketmaster. Per albergatori, ristoratori e tutti coloro che in vista del Coachella italiano si erano mobilitati, investendo soldi ed energie, pare, niente. Sono stati poi richiesti numeri - biglietti venduti, spese sostenute, cachet degli artisti. Il tutto con l’intenzione di quantificare il danno, economico e reputazionale di uno show troppo ambizioso per trasformarsi in realtà. Hellwatt una lezione a Reggio l’ha impartita: le cose, o si fanno bene, o è meglio non farle proprio.

Tra le tante questioni affrontate, le forze politiche di opposizione hanno scelto di concentrarsi su un punto: quali sarebbero state le "circostanze al di fuori del nostro controllo" citate nel comunicato stampa relativo all’annullamento del festival? E poi, davvero, usando le parole del consigliere Paglialonga «la decisione del prefetto è stata una tegola caduta inaspettatamente sulla testa degli organizzatori e del Comune?». Al di là dei tanti silenzi - i più eloquenti sulle spese sostenute, i cachet dei cantanti e il numero di biglietti venduti -, quello che è emerso dalla Commissione è che, tutto sommato, «da quando è nata la Rcf Arena, C.Volo si è rivolta a grandi professionisti del settore, che hanno svolto il proprio lavoro in modo serio e competente», nelle parole del vicesindaco Lanfranco De Franco.

Per il piano di sicurezza, idem. La società ha dichiarato che sarebbe stata pronta a consegnarlo entro i tempi se non fosse arrivato, all’improvviso, l’annullamento dei concerti del 17 e del 18 luglio da parte del prefetto. Altri cantanti, poi si sarebbero ritirati. E tutto il festival è saltato. Di fatto, «una tegola caduta inaspettatamente sulla testa degli organizzatori e del Comune». La sicurezza, per gli organizzatori, sarebbe stata, sempre, il Nord da seguire nella gestione dell’evento. Sarebbe stata, tra le altre cose, il motivo principale alla base del «divorzio» - così definito da Cattini - con l’ex direttore artistico, Victor Yari Milani. Tra gli elementi che hanno poi condotto alla rottura ci sarebbe stata anche «la richiesta di deroghe orarie che arrivavano fino all’alba, che il Comune non ha concesso - ha detto il vicesindaco De Franco -. Con l’uscita di Milani, la consegna puntuale del piano di sicurezza sarebbe stata ancor più certa». l© RIPRODUZIONE RISERVATA

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