Querelle Hellwatt Festival. Milani ora commenta un post della Gazzetta: «Tutti felici, ma non è finita qui»
Reggio Emilia: dopo la commissione e la delusione condivisa da Ligabue, l’ex direttore artistico dal profilo social continua a far discutere
Reggio Emilia «Nel 2027 decolla, adesso hanno tutti i contatti che abbiamo portato noi... ecco perché ci hanno buttati fuori ... operazione riuscita molto bene. Tutti felici. Ma non è finita qui . Ride bene chi ride ultimo. Saluti». E, poco prima: «Le cose sono state fatte con il cuore ... purtroppo viviamo in un paese dove vanno avanti solo gli amici degli amici... degli amici ... degli amici». Firmato Hellwatt Festival. La VI Commissione dedicata al flop Hellwatt Festival-Pulse of Gaia si è chiusa tra polemiche e accuse reciproche di propaganda. Una burrasca che sembra senza fine, non solo a livello politico, ma anche sui social, dove la cancellazione degli eventi continua a tenere banco fra i fan delusi a caccia di rimborsi. Ed è sotto il nostro post che riportava le dichiarazioni di Ligabue che Victor Yari Milani, in mezzo ai tanti commenti, ha scritto parole che suonano come una partita ancora non finita.
Milani – il cui nome è uscito fuori più volte in commissione, al pari di quello del prefetto Salvatore Angieri in relazione alla cancellazione dei live di Ye e Travis Scott – parla di un’operazione «riuscita molto bene», di contatti portati da lui e ora finiti in altre mani, di essere stati estromessi proprio per questo. E chiude con un avvertimento neppure troppo velato: «Ride bene chi ride ultimo». Un commento al quale qualche lettore replica in maniera critica, ma che arriva a stretto giro da quanto emerso in commissione, dove il rappresentante di C.Volo, Andrea Cattini, aveva dichiarato che al di là delle «minacce» non risulterebbero contenziosi in corso. Il profilo Hellwatt, intanto, continua a pubblicare post su possibili class action. Nel mezzo, restano le parole di Ligabue, che ha parlato di «un’enorme tristezza» per come si sia arrivati a questo punto, lui che considera il Campovolo casa sua e che aveva sempre scelto di restare fuori da queste vicende per non legare il proprio nome alla vicenda. In commissione, la maggioranza guidata dal vicesindaco Lanfranco De Franco ha di fatto ripetuto che la macchina funziona e che eventuali problemi emersi durante l’organizzazione sono stati conseguenza della cancellazione disposta dal Prefetto che ha innescato un effetto domino. Una narrazione che non è piaciuta alle opposizioni, che hanno scaldato gli animi in commissione, ponendo domande su costi, biglietti venduti, contratti e ricadute economiche o di immagine che non sempre hanno ottenuto le risposte desiderate, anche per ragioni di riservatezza aziendale. Sulla vicenda, torna a intervenire Giovanni Tarquini, capogruppo di Lista Civica per Reggio, insieme Matteo Marchesini dell'Associazione Reggio Civica: «Ciò che è emerso in commissione, e ciò che sta emergendo nelle ore successive, confermano quanto denunciamo da tempo: mancanza di trasparenza, responsabilità scaricate su altri e una sedia vuota, quella del sindaco, che simboleggia il distacco delle istituzioni da una vicenda che riguarda direttamente i cittadini reggiani e il futuro di un'infrastruttura su cui la città ha investito credibilità e risorse. Chiediamo che dal Municipio arrivino finalmente risposte vere, non racconti preconfezionati». E.Spa. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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