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Patto per la Pianura reggiana: 21 progetti per attirare fondi europei e rilanciare il territorio

Serena Arbizzi
Patto per la Pianura reggiana: 21 progetti per attirare fondi europei e rilanciare il territorio

Firmato a Guastalla l'accordo tra i 15 Comuni della Bassa, Confindustria e Regione. Al centro rigenerazione industriale, casa, lavoro femminile, formazione e protagonismo giovanile per intercettare le risorse della programmazione europea 2028-2034

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Guastalla Quindici sindaci, cinque strategie e ventun progetti per i quali si cercherà di intercettare finanziamenti europei. L’obiettivo? Fare della Pianura reggiana un territorio più competitivo, attrattivo e coeso, in grado di valorizzare la propria identità industriale e sociale e di tradurla in opportunità concrete per cittadini, imprese e comunità locali. È stata apposta ieri mattina, al Palazzo Ducale di Guastalla, la firma da parte di Confindustria, Regione e dei 15 sindaci per il Patto per la Pianura reggiana 2028-2034. Le proposte, raccolte in cinque strategie, sono il frutto di un anno di lavoro condiviso, del confronto tra istituzioni, sistema produttivo e attori del territorio, per costruire una visione comune di sviluppo della Pianura da concretizzare. Il Patto per la Pianura è promosso da quindici Comuni della Pianura reggiana insieme a Confindustria Reggio Emilia, con l’obiettivo di dare al territorio una strategia unitaria, per orientare le scelte locali e di posizionare la Pianura come interlocutore autorevole nella prossima programmazione europea 2028-2034.

Il lavoro avviato nel maggio 2025 si è strutturato tramite un percorso di ascolto e co-progettazione territoriale. Il progetto è stato guidato dal coordinatore scientifico Giampiero Lupatelli e ha coinvolto, accanto a sindaci e cabina di regia, anche imprese, associazioni di categoria, organizzazioni sindacali, scuole, enti formativi, soggetti del welfare, agenzie pubbliche e stakeholder locali. Dopo una prima fase di analisi, il lavoro si è sviluppato in sei tavoli tematici, incentrati su: education, attrattività e politiche abitative, salute e welfare, industria e sostenibilità, agricoltura e agroalimentare, infrastrutture e mobilità. «Il Patto Pianura non è soltanto un progetto: è un metodo - dichiara la presidente di Confindustria Reggio Emilia, Roberta Anceschi -. È la dimostrazione che i territori possono pensarsi come comunità strategiche capaci di programmare il proprio futuro, costruendo alleanze e condividendo responsabilità. Siamo soddisfatti del percorso compiuto fin qui, che conferma il valore del ruolo svolto da Confindustria Reggio Emilia nel promuovere il dialogo tra istituzioni, imprese e comunità locali e nel favorire una visione condivisa di sviluppo. Oggi non presentiamo un punto di arrivo, ma l’avvio di una nuova fase di impegno e costruzione collettiva per rafforzare la competitività, l’attrattività e la coesione della Pianura reggiana».

Da questo percorso è emersa una visione condivisa che si traduce in cinque linee strategiche prioritarie, presentate da alcuni dei sindaci della pianura. La prima riguarda la rigenerazione industriale, per qualificare le aree produttive, rafforzare il dialogo tra impresa e territorio e accompagnare il sistema manifatturiero verso le nuove sfide dell’innovazione, della sostenibilità e dell’intelligenza artificiale. La seconda linea è dedicata alle politiche abitative, essenziali per migliorare l’attrattività della pianura e rispondere alla domanda di lavoro. La terza punta sulla partecipazione femminile al mercato del lavoro. Quarta linea strategica: il rafforzamento del capitale umano, con investimenti in formazione tecnica, istruzione, laboratori e percorsi avanzati capaci di allineare il territorio alle trasformazioni tecnologiche e produttive. Infine, la quinta linea, l’engagement giovanile, per rafforzare il protagonismo delle nuove generazioni. Le cinque linee strategiche sono l’ossatura del Documento Programmatico del Patto Pianura e la base su cui costruire progettualità integrate, capaci di intercettare risorse, attivare partnership e dare continuità a una collaborazione inedita tra pubblico e privato. l

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