Aggressione nel carcere di Reggio Emilia: tre agenti feriti durante il trasferimento di un detenuto
Dura denuncia di Fns Cis. Esplosa la violenza di un detenuto col 14 bis. Venti giorni di prognosi per i poliziotti della penitenziaria
Reggio Emilia Nuova aggressione all'interno del carcere di Reggio Emilia. Il bilancio è di tre agenti della polizia penitenziaria feriti, con prognosi complessive di venti giorni, a seguito dell'attacco da parte di un detenuto sottoposto al regime di sorveglianza particolare (articolo 14 bis). L'episodio ha riacceso i riflettori sulle condizioni di sicurezza della struttura di via Settembrini, caldeggiata dalle dure reazioni sindacali.
La dinamica dell'aggressione
Il fatto è avvenuto intorno alle 9 del mattino, durante il trasferimento di un recluso verso gli spazi all'aperto del reparto Antares. Secondo quanto ricostruito, l'uomo si è scagliato improvvisamente contro un vice ispettore, colpendolo al volto con diversi pugni. L'intervento di altri due agenti ha permesso di contenere il detenuto, ma entrambi sono rimasti contusi a loro volta. Una volta riportato nella propria cella, l'uomo avrebbe inoltre tentato di colpire nuovamente il personale utilizzando il manico di un bastone appuntito a mo' di punteruolo. Tra il personale rimasto ferito figurano un agente in servizio da meno di un mese e un assistente che aveva già subìto un'analoga aggressione solo due settimane fa.
Focus sul reparto Antares e i numeri del carcere
Il reparto Antares ospita attualmente circa trenta detenuti con profili complessi o già protagonisti di condotte violente. Stando ai dati diffusi dalla Fns Cisl Emilia-Romagna, dall'inizio dell'anno nel solo istituto reggiano si sono registrati una decina di episodi con lesioni ai danni degli agenti, a fronte di una media quotidiana che oscilla tra i 4 e i 6 eventi critici complessivi. A pesare sulla gestione quotidiana è soprattutto il forte scoperto di personale. A fronte di una popolazione carceraria di circa 300 detenuti, la pianta organica della polizia penitenziaria di Reggio Emilia registra una carenza di circa 120 unità, complici anche i distacchi in uscita e il personale temporaneamente non operativo.
Le reazioni e le richieste del sindacato
Sulla vicenda è intervenuto Ivano Maltoni, segretario generale della Fns Cisl Emilia-Romagna, che ha espresso forte preoccupazione per il clima che si respira tra i lavoratori del comparto: «All'interno del reparto si lavora con la paura. Davanti a soggetti ad altissima aggressività, l'amministrazione non può limitarsi a contare i feriti». Il sindacato sottolinea come la movimentazione di detenuti con profili di alta aggressività richieda l'impiego simultaneo di tre o cinque agenti dotati di equipaggiamento antisommossa e adeguatamente formati, standard difficilmente sostenibili con gli attuali numeri del personale. La sigla chiede quindi interventi urgenti al Ministero: «Serve una revisione immediata della pianta organica con l'invio stabile di nuovi agenti, la definizione di un tetto massimo di capienza per il reparto Antares e il potenziamento dei sistemi di sicurezza interni, quali allarmi centralizzati, videosorveglianza avanzata e l'automazione dei cancelli per isolare le diverse aree della struttura».
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