Auto, Bossoni accelera a Reggio Emilia: +23% di vendite nei primi mesi dell’anno
Edoardo Marcarini, head of marketing, traccia un bilancio dell’azienda «Nel 2026 puntiamo a 1,3 miliardi di fatturato e consegnare 41mila veicoli»
Reggio Emilia Dal consolidamento sul territorio emiliano alla sfida della mobilità elettrica, passando per il noleggio a lungo termine e la digitalizzazione dei concessionari. Edoardo Marcarini, head of marketing di Bossoni spa, traccia un bilancio dell’attività dell’azienda tra Reggio Emilia e Modena e guarda alle prospettive future del settore automotive.
Bossoni è oggi una delle realtà più importanti del panorama automobilistico italiano. Come si è sviluppata la presenza del gruppo tra Reggio Emilia e Modena?
«Il nostro gruppo è presente in Emilia dal dicembre 2018, quando abbiamo acquisito Lodigiani a Piacenza. A Reggio Emilia siamo arrivati nel febbraio 2024 con l’acquisizione di Baiauto, mentre a Modena siamo presenti dall’agosto 2025, dopo l’acquisizione di Autogrifone Volkswagen. Dal primo gennaio di quest’anno le società che operavano con denominazioni diverse sono state unificate sotto il marchio Bossoni, dando vita a una struttura ancora più integrata e riconoscibile».
Sul territorio, su quanti concessionari potete contare?
«Tra Reggio Emilia e Modena contiamo oggi cinque sedi commerciali dedicate ai marchi Volkswagen, Audi, Skoda e Seat-Cupra, oltre a cinque centri di assistenza. Si tratta di territori molto importanti per noi e i risultati ottenuti negli ultimi mesi confermano la validità del percorso intrapreso».
Quali risultati state dunque registrando sul territorio reggiano?
«Il 2025 è stato un anno di consolidamento e il 2026 è iniziato in maniera positiva nonostante le difficoltà che caratterizzano il mercato automobilistico. Nei primi cinque mesi dell’anno, a Reggio Emilia abbiamo registrato una crescita delle vendite del 23% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. È un dato che ci soddisfa particolarmente e che testimonia il buon lavoro svolto insieme alle persone che operano quotidianamente nelle nostre sedi».
Quali sono infine i numeri di Bossoni spa?
«Abbiamo chiuso il 2025 con un fatturato di circa 1,1 miliardi di euro e 37 mila vetture vendute. Per il 2026 puntiamo a superaci: vorremo raggiungere 1,3 miliardi di fatturato e 41 mila auto consegnate. Oggi rappresentiamo 27 marchi automobilistici distribuiti su sei province e continuiamo a investire per rafforzare ulteriormente la nostra presenza sul territorio».
Il settore automotive sta vivendo una fase di profonda trasformazione. Qual è oggi la sfida principale per Bossoni?
«La sfida è offrire la migliore esperienza possibile al cliente in ogni fase del percorso. Questo significa curare la presenza digitale, attraverso sito web e social media, ma anche investire nel contatto diretto, negli eventi e nelle iniziative sul territorio. Il mercato è sempre più competitivo: aumentano i marchi, aumentano i modelli disponibili e il cliente ha a disposizione un numero crescente di alternative. In questo scenario non esistono formule magiche. Sono convinto che la differenza la facciano le persone. Per questo abbiamo scelto di valorizzare le professionalità già presenti sul territorio, senza imporre modelli esterni. A Reggio lavorano professionisti reggiani, a Modena professionisti modenesi. Abbiamo integrato competenze e processi mantenendo però un forte radicamento locale. Questa secondo noi è la formula vincente».
Quanto conta oggi la comunicazione nel settore dell’auto?
«Conta moltissimo. Ogni marchio ha una propria identità e una propria strategia di comunicazione, che devono essere rispettate e valorizzate. Pensiamo a Volkswagen: oggi dispone di un prodotto estremamente competitivo come il nuovo T-Roc, che rappresenta uno dei punti di forza dell’intera gamma. Il nostro compito è far percepire al cliente il valore reale del prodotto, raccontandone caratteristiche, qualità e vantaggi in modo efficace e coerente».
Uno dei temi più dibattuti resta la transizione verso l’elettrico. Qual è la situazione a Reggio Emilia?
«Registriamo una crescita, anche se ancora graduale. L’Italia resta uno dei Paesi europei con la minore incidenza delle auto elettriche sul totale delle immatricolazioni. Nel 2025 la quota si è attestata attorno al 5%, un dato ancora molto contenuto. Tuttavia vediamo segnali incoraggianti. Nel mese di giugno, ad esempio, le vendite di vetture elettriche hanno raggiunto una quota del 10% sul totale. Non si tratta ancora di numeri elevati, ma la tendenza è positiva. Parallelamente stiamo osservando un forte interesse verso le motorizzazioni ibride, soprattutto da parte delle aziende. Le formule plug-in hybrid e mild hybrid stanno ottenendo ottimi risultati e il territorio reggiano si sta dimostrando particolarmente ricettivo per quanto riguarda questo profilo».
E i giovani come si rapportano alle nuove motorizzazioni?
«I giovani sono generalmente più aperti all’innovazione e mostrano meno resistenze nei confronti dell’elettrico. È però difficile avere dati perfettamente precisi, perché spesso i contratti vengono intestati ai genitori. Quello che osserviamo è una maggiore disponibilità a valutare soluzioni alternative rispetto alle tradizionali motorizzazioni benzina o diesel. Inoltre il mercato dell’usato continua a essere molto attrattivo per le nuove generazioni. Proprio per questo stiamo investendo in un importante progetto dedicato all’usato a Reggio Emilia, un settore sul quale vediamo ancora ampi margini di crescita».
Sta cambiando anche il modo di acquistare un’automobile? Il noleggio a lungo termine è ancora un’opzione valida?
«Sì, in maniera significativa. Il noleggio a lungo termine continua a crescere sia tra i privati sia tra aziende e professionisti. Volkswagen e Audi sono i marchi che registrano i volumi più importanti sotto questo aspetto. Più in generale, tutti i servizi finanziari stanno assumendo un ruolo centrale. Oggi consentono ai clienti di guidare un’auto nuova o un usato recente mantenendo una maggiore flessibilità economica. Nei nostri territori abbiamo registrato una crescita del 18% nelle formule di noleggio e nei servizi collegati. In un contesto in cui il costo della vita aumenta e il potere d’acquisto è spesso sotto pressione, offrire diverse soluzioni finanziarie significa dare al cliente la possibilità di scegliere la formula più adatta alle proprie esigenze».
Come immagina il concessionario del futuro, magari nel 2035?
«Sarà sicuramente più digitale. Sempre più persone inizieranno il percorso d’acquisto da casa, informandosi online e confrontando prodotti e offerte. Tuttavia credo che il ruolo delle persone resterà ancora centrale. L’acquisto di un’automobile continua a essere una decisione importante, spesso la seconda più rilevante nella vita di una persona dopo quella della casa. Per questo il rapporto umano, la consulenza e la capacità di accompagnare il cliente nella scelta continueranno ad avere un valore fondamentale nel mercato automobilistico». l© RIPRODUZIONE RISERVATA
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