Capotreno aggredita da una passeggera, Frecciarossa fermo oltre due ore a Reggio Emilia
La donna è poi fuggita, facendo perdere le proprie tracce. E’ accaduto lunedì (16 giugno) sul treno che collega Taranto a Milano
Reggio Emilia Un violento litigio tra due donne, una capotreno e una passeggera ha costretto il treno Frecciarossa 8820 che collega Taranto a Milano a sostare per più di due ore alla stazione storica di Reggio Emilia. I fatti sono accaduti nel pomeriggio di lunedì (16 giugno), quando il treno ad alta velocità che dalla Puglia deve arrivare alla stazione di Milano Centrale si ferma alla stazione storica di Reggio Emilia. Una fermata prevista: il Frecciarossa 8820 è infatti uno dei treni ad alta velocità che a Reggio si ferma alla stazione storica e non alla Mediopadana come il resto dei convogli dell’Alta velocità.
Con il treno a Reggio Emilia è scattato anche l’allarme, probabilmente lanciato qualche minuto prima, dalla capotreno che ha chiamato il 112 perché aggredita da una passeggera che poi, una volta che il treno si è fermato a Reggio sarebbe scesa, avrebbe colpito con una sberla la capotreno e avrebbe poi fatto perdere le proprie tracce. Sul posto, oltre agli agenti della polizia ferroviaria sono arrivati anche i sanitari allertati dalla Centrale operativa del soccorso. La capotreno è stata medicata sul posto ma non è stata poi in grado di riprendere il viaggio. Il treno è così rimasto fermo fino all’arrivo di un altro capotreno, salvo poi ripartire con oltre due ore di ritardo.
Il personale di Trenitalia ha prestato assistenza ai passeggeri fino alla ripartenza del treno. Sull’accaduto interviene il segretario regionale della Filt Cgil, Adriano Montorsi secondo cui «è inaccettabile la rappresentazione, avanzata dal Gruppo Fs, secondo cui "le cose negli ultimi mesi vanno meglio". I fenomeni di escalation violenta a bordo treno si verificano con continuità su tutti i prodotti (trasporto regionale, media/lunga percorrenza, Intercity e Alta Velocità) e non possono essere sottovalutati». Il personale - prosegue lanota del sindacato - segnala da tempo criticità particolari sulla tratta Bologna-Piacenza, con rilevanti tensioni nelle stazioni di Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza. È evidente che l’incremento dei presidi e dei filtri di controllo non può essere concentrato solo nelle stazioni principali, ma deve essere esteso anche alle stazioni di medie dimensioni". È il caso di Reggio - dove è scattato l’ultimo allarme - la situazione è ancor più complessa dal momento che a fronte di due stazioni c’è un solo presidio della Polfer, con gli agenti costretti a fare la spola tra Mediopadana e stazione storica».
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