Joele muore a 11 anni travolto dal camion dell’immondizia. La tragedia davanti ai fratelli che lo seguivano in bicicletta
Reggio Emilia: l’incidente in via Zanichelli all’angolo con via Magenta nei pressi del ponte sul Crostolo. Il piccolo si chiamava Joele Nathan Malvasi
Reggio Emilia Pedalava in bicicletta, in fila indiana con i suoi fratelli, rimasti leggermente indietro: dopo aver attraversato la strada, il primo ragazzino è stato travolto da un compattatore Iren per la raccolta dei rifiuti. È morto così, davanti agli occhi sconvolti dei fratelli, un bambino soli undici anni. Un dramma nel dramma, un incidente terribile che ha gettato nella disperazione la famiglia.
L’incidente
È accaduto ieri alle 14. I tre ragazzini – gli altri hanno 13 e 8 anni, la vittima era quello di mezzo – provenivano dalla pista ciclabile di via Dante Zanichelli, sul lungo Crostolo. L’11enne ha attraversato la strada – con tutta probabilità sulle strisce pedonali, nell’incrocio semaforico ce sono due strisce parallele – e ha imboccato il ponte in direzione di viale Magenta e della circonvallazione cittadina. Proprio in quell’istante sopraggiungeva un autocarro Iveco di Iren, di quelli utilizzati da un solo operatore per svuotare i cassonetti stradali, condotto da un 40enne. Il veicolo, molto più alto, ha urtato il ciclista minorenne con la ruota anteriore destra, da accertare se il ragazzino sia stato trascinato; di certo l’autista, forse tradito dall’angolo cieco, appena ha avvertito il rumore dell’impatto si è fermato, mentre sull’asfalto dietro è rimasta la mountain bike bianca e rossa dell’undicenne. Quest’ultimo è parso subito gravissimo. Il personale dell’ambulanza e dell’automedica inviato dalla centrale operativa del 118 e arrivato in pochi minuti ha tentato a lungo le manovre di rianimazione. Il ragazzino è stato caricato sull’ambulanza e trasportato a sirene spiegate al pronto soccorso del Santa Maria Nuova, dove però tutti gli sforzi dei medici si sono rivelati vani: poco dopo l’undicenne è spirato all’ospedale. I fratelli sono stati subito allontanati mentre è stato avvisato per primo il padre, che si è precipitato al pronto soccorso poi raggiunto dalla madre. Si può solo immaginare l’incubo nel quale sono precipitati questi genitori, colpiti da un lutto inimmaginabile.
I soccorsi
È stato trasportato in ospedale anche l’autista, sotto choc per l’accaduto. Il conducente è stato sottoposto agli esami del sangue di prammatica, per verificare l’eventualità che non fosse sotto l’effetto di alcol o droghe, anche se gli autisti di questi veicoli di solito sono sottoposti a frequenti controlli. La tragedia si è consumata davanti a diversi testimoni. Tra questi un automobilista di mezza età, che seguiva l’Iveco, ha rilasciato la sua deposizione agli agenti di polizia locale, impegnati per oltre due ore con tre pattuglie sul ponte, poi chiuso al transito. «Sì ho visto, però non tutto», ha dichiarato con il viso stravolto prima di allontanarsi dopo aver lasciato le sue generalità. Un’altra testimone oculare è stata una giovane mamma, che camminava mano nella mano con la figlioletta: la donna, interpellata dagli agenti della polizia locale, per l’agitazione ha accusato un malore ed è stato necessario farla accomodare su un’altra ambulanza della Croce Verde finché non si è tranquillizzata, mentre la bimba in attesa seduta sul marciapiede è stata rassicurata dagli agenti.
Spetterà agli uomini del Comando di via Brigata Reggio, che hanno gestito il traffico ed eseguito i rilievi, stabilire l’esatta dinamica dell’accaduto. Nell’immediatezza, su disposizione del magistrato di turno, sia quel che è rimasto della bicicletta sia l’autocarro Iveco sono stati posti sotto sequestro. Sotto Procura anche la salma del povero ragazzino, in attesa che il pm decida se disporre o meno l’autopsia, probabile per un futuro processo.
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