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Il caso

«Ti decapito con la motosega»: 69enne arrestato dopo minacce e violenze alla compagna

«Ti decapito con la motosega»: 69enne arrestato dopo minacce e violenze alla compagna

Vezzano sul Crostolo: le indagini fanno scoprire dieci anni di vessazioni

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Vezzano Un uomo di 69 anni è stato arrestato dai carabinieri locali con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali aggravate, sequestro di persona e violenza sessuale nei confronti della compagna convivente. «Ti stacco la testa con la motosega», una delle minacce gravissime rivolte alla donna. Il provvedimento di custodia cautelare in carcere è stato disposto dal Gip su richiesta del pubblico ministero, che ha condiviso gli elementi raccolti dai militari. Secondo quanto ricostruito dalle indagini coordinate dalla Procura reggiana, la donna sarebbe stata vittima per oltre dieci anni di una lunga serie di violenze fisiche, psicologiche e sessuali, iniziate già nel 2016 e culminate nei primi giorni di giugno con una nuova aggressione particolarmente grave.

Le indagini sono scattate dopo la denuncia presentata dalla vittima, che nel frattempo si era rifugiata presso familiari e ha raccontato ai carabinieri un quadro di soprusi continui e di controllo ossessivo sulla sua vita quotidiana. Stando agli accertamenti il 69enne pretendeva di conoscere ogni spostamento della compagna, le controllava il cellulare e si presentava quotidianamente sul suo posto di lavoro per monitorarne il comportamento. Le condotte violente erano pressoché quotidiane: la donna veniva percossa con pugni, calci e colpita con il lancio di stoviglie e posate; in un’occasione è stata colpita alla schiena con tale violenza da non poter recarsi al lavoro il giorno seguente. Risulterebbe inoltre che l’uomo la rinchiudeva in casa quando usciva per fare la spesa, privandola del telefono per impedirle di chiedere aiuto o contattare altre persone. Per questo gli è stato contestato anche il sequestro di persona. Dal 2020 al 2026, l’indagato avrebbe costretto la compagna a subire rapporti sessuali circa due o tre volte alla settimana, ricorrendo a insulti e percosse ogni volta che lei tentava di opporre un rifiuto. Il clima di terrore era alimentato da minacce gravissime: l’uomo intimoriva la donna dicendo di possedere una motosega e di essere pronto ad accoltellarla se l’avesse incontrata per strada.

L’episodio più recente risale al 6 giugno, quando la donna sarebbe stata colpita con una cintura e minacciata di essere decapitata. In quell’occasione, secondo quanto riferito, sarebbe stata anche trattenuta in casa per impedirle di contattare le forze dell’ordine. Alla luce della gravità dei fatti e della pericolosità dell’uomo, già gravato da precedenti anche contro la persona, il giudice ha ritenuto inadeguate misure meno afflittive, disponendo il carcere per evitare il rischio di ulteriori violenze e garantire la sicurezza della donna. 
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