Reggio Emilia si è fermata per Joele: «Non si può morire a undici anni»
Ieri sera è stato annullato lo spettacolo “Summer Dance Show” in segno di lutto. Il sindaco Massari ha fatto visita alla famiglia in ospedale
Reggio Emilia Una città annichilita dall’ennesima vittima della strada, che stavolta ha stroncato troppo presto l’esistenza di Joele Nathan Malvasi. Tra iniziative ludiche annullate, la visita di condoglianze del sindaco Marco Massari, l’intera Reggio Emilia si è fermata, nella consapevolezza che - come ha scritto l’assessore Carlotta Bonvicini - «non si può morire a undici anni». L’amministrazione comunale ha annunciato che, a seguito del tragico incidente avvenuto nel pomeriggio, lo spettacolo "Summer Dance Show" che era in programma ieri sera (18 giugno) in piazza Prampolini è stato annullato.
«L’annullamento è disposto in segno di cordoglio e vicinanza ai familiari del bambino deceduto e a tutti i suoi cari». «Si tratta di una tragedia che ci deve interrogare tutti, istituzioni e cittadini», è stata la dichiarazione del sindaco Marco Massari, che ha voluto recarsi in ospedale per porgere le condoglianze ai genitori. «Con immenso dolore ho appreso della tragedia che ha colpito la nostra comunità: un bambino di soli undici anni ha perso la vita mentre era in bicicletta, investito da un camion per la raccolta dei rifiuti sulle nostre strade - ha detto il primo cittadino -. Non ci sono parole che possano alleviare il vuoto lasciato dalla perdita di una vita così giovane. In attesa che vengano chiarite le dinamiche dell’accaduto, a nome dell’intera città ho espresso pochi minuti fa le più sentite condoglianze alla famiglia, che allargo agli amici e a tutti coloro che hanno conosciuto e amato questo ragazzo».
L’assessore per la mobilità sostenibile Carlotta Bonvicini ha fatto eco: «Non si può morire a undici anni. Non si può morire in strada, sulla propria bicicletta. Non possiamo continuare ad accettare che questo accada. Io non posso accettarlo. Penso che ci dobbiamo fermare un attimo. Ci dobbiamo interrogare se abbiamo fatto abbastanza, se lo stiamo facendo ogni giorno, a tutti i livelli, negli interventi che mettiamo a terra, nelle norme che approviamo, nel modo in cui ci muoviamo in strada, quando guidiamo, quando non prestiamo sufficiente attenzione agli altri. Penso che ci dobbiamo fermare. Perché questa è una tragedia collettiva e ci riguarda tutte e tutti».
All’inaugurazione della nuova Casa della Comunità e dell’Ospedale di Comunità di Reggio Emilia, il presidente della Provincia Giorgio Zanni e il vicesindaco Lanfranco De Franco hanno preferito non indossare rispettivamente la fascia blu della Provincia e la fascia tricolore del Comune, «in segno di lutto per la tragica scomparsa del bambino di undici anni avvenuta nelle ore precedenti in città». Un gesto simbolico, secondo i diretti interessati «una scelta sobria, per ricordare che una tragedia così profonda non colpisce soltanto una famiglia, ma ferisce un’intera comunità». Nel corso del proprio intervento, il presidente Zanni ha invitato i presenti a osservare un minuto di silenzio in ricordo di Joele.
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