«Andavo piano, non ho visto nulla», le parole dell’autista del camion che ha travolto Joele: è indagato per omicidio stradale
Reggio Emilia, si tratta di un 39enne, il suo avvocato: «E’ una tragedia anche per lui, è rimasto molto scosso»
Reggio Emilia «Non ho visto nulla, è stata una frazione di secondo». È l’unica frase pronunciata nell’immediatezza dall’autista del compattatore Iren che ha travolto il giovanissimo ciclista. Ha 39 anni ed è originario di un’altra regione: abita a Reggio da quattro anni, da quando è stato assunto dalla multiutility come dipendente con il ruolo di monoperatore alla guida dell’autocarro che svuota lateralmente i cassonetti stradali. L’addetto, sottoposto a tutti gli esami del caso in ospedale, è risultato negativo ai test per verificare se fosse sotto l’effetto di alcol o droga. Ora è indagato per omicidio stradale. Non è ancora stato interrogato dal pm di turno Piera Cristina Giannusa, che ha ritenuto non necessario - viste l’età della vittima e la dinamica- disporre l’autopsia: ieri pomeriggio (19 giugno) è arrivato il nulla osta che ha restituito la salma dell’undicenne alla famiglia.
«Il mio assistito è una persona normalissima che, mentre lavorava, è incorso in questa tragedia. Una tragedia sia per la famiglia del ragazzino sia per il conducente: è rimasto molto scosso per l’accaduto», dichiara l’avvocato difensore di fiducia, che non è del foro reggiano. Il 39enne era a inizio turno: era partito a mezzogiorno per il solito giro. Alle 14, sul luogo dell’impatto, all’incrocio tra via Zanichelli e viale Magentta, si era fermato al semaforo rosso: quando è scattato il verde è ripartito per svoltare a destra sul ponte, travolgendo il ciclista che attraversava la strada andando dritto. «L’impatto è avvenuto con la ruota posteriore destra di un autocarro lungo nove metri» spiega il legale. In quella zona c’è il limite di 30 km/h.
«L’autista era appena ripartito, andava pianissimo e si è subito fermato a prestare soccorso». Il 39enne si è preso qualche giorno di riposo per superare il trauma. «Sotto il profilo civilistico presumo che risarcirà l’assicurazione del veicolo, di proprietà del datore di lavoro». I genitori di Joele si sono affidati all’avvocato Giacomo Fornaciari, che hanno incontrato ieri mattina incaricandolo di tutelarli nel processo a venire.«Sono devastati dal dolore, la madre soprattutto è distrutta - dichiara Fornaciari -. La Procura incaricherà un consulente affinché esegua una perizia cinematica per la ricostruzione della dinamica». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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