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Il caso

Doccia gelata, testa nel congelatore e botte alla compagna: scatta il divieto di avvicinamento per un 48enne

Doccia gelata, testa nel congelatore e botte alla compagna: scatta il divieto di avvicinamento per un 48enne

Campegine, l’uomo accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate. Deve stare ad almeno un chilometro di distanza dalla donna, indossare il braccialetto elettronico e non comunicare con lei

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Campegine Un anno di violenze, umiliazioni e controllo ossessivo, culminato in una notte di pura follia. I carabinieri di Castelnovo Sotto hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un uomo di 48 anni residente a Campegine, accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate. Per lui è scattato il divieto assoluto di avvicinamento alla vittima – a meno di mille metri di distanza – con l'applicazione del braccialetto elettronico. La misura, richiesta dalla Procura di Reggio Emilia e disposta dal Gip, arriva dopo la denuncia della compagna, una donna di 39 anni che ha trovato la forza di raccontare ai militari l'inferno in cui viveva.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, la convivenza era diventata una prigione. L'uomo pretendeva totale sottomissione domestica, insultava la compagna per il suo aspetto fisico e ne monitorava ogni spostamento tramite il cellulare, costringendola a passare l'intera pausa pranzo al telefono con lui. Quando lei ha espresso la volontà di interrompere la relazione e tornare a casa sua, il 48enne ha reagito distruggendole i vestiti per impedirle di uscire.

L'apice della brutalità è stato raggiunto nella notte tra il 15 e il 16 giugno nell'abitazione di Campegine. Per un banale malinteso legato a un messaggio sui turni di lavoro della donna, l'indagato ha scatenato la sua furia. La vittima è stata minacciata di morte, colpita con pugni e schiaffi alla testa, e costretta a subire una doccia gelata. Subito dopo è stata trascinata in cucina, dove l'uomo le ha infilato a forza la testa nel congelatore, sbattendo ripetutamente lo sportello. Le torture sono proseguite: la donna è stata colpita alla schiena con un asciugamano bagnato usato come frusta, costretta a inginocchiarsi per chiedere perdono e obbligata a bere due bicchieri di whisky nonostante fosse astemia. Durante il pestaggio l'aggressore l'ha persino schernita, muovendole le braccia contro il viso e dicendole: «Ti sto picchiando con le tue stesse mani».

A interrompere le violenze sono stati i carabinieri, allertati da un passante che ha sentito le urla della vittima. All'arrivo dei militari la situazione era drammatica. La 39enne è stata trasportata d'urgenza al pronto soccorso, dove i medici le hanno riscontrato ecchimosi su tutto il corpo, traumi al viso e una ciocca di capelli strappata. I successivi accertamenti investigativi hanno blindato il quadro accusatorio, portando al provvedimento cautelare. Oltre a non potersi avvicinare alla donna e ai suoi familiari, all'uomo è stato vietato qualsiasi tipo di comunicazione con la vittima.

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